Virginia De Luca sul palco, intenta a cantare

Pistoia, 8 novembre 2018 - Quando le note sono nel cuore: l’estate (e non solo) intensa della piccola Virginia. Ha appena 13 anni, essendo nata a Lido di Camaiore il 28 giugno 2005, Virginia De Luca, ma tanta voglia di giocare con le 7 note. Pistoiese acquisita, figlia della pistoiese (con mamma calabrese) Lisa Sodini e del salentino Claudio, ha un fratello, Thomas, e risiede a Uzzano. In pochi mesi ha messo assieme tante tappe del suo percorso canoro, iniziato nel 2015: al “Santomato Live” ha presentato il brano “Un momento tutto da vivere”, scritto dalla cantautrice Anna Persiano.

Ma non solo. In rapida sequenza ha preso parte alle semifinali del “Cantagiro” al Teatro Comunale di Fiuggi; ha vinto la categoria junior a “Xtalent”, a Quarrata; si è classificata al terzo posto al concorso “Royal Palace”, a Montecatini Terme; ha partecipato alle fasi macroregionali del “Tour Music Fest”, a Bagno a Ripoli. Si è data da fare, ma sempre col sorriso sulle labbra, come vogliono i genitori, che la seguono con passione supportandola in tutto.

Sta crescendo, questa studentessa di pianoforte all’Accademia Musicale Uzzanese Puccini, col maestro Antonio Bellandi. Un artista in famiglia c’è, suo padre, chef, che in passato è stato a capo del “Botticelli” di Lucca. “Veramente la parte artistica musicale proviene dalla mia famiglia – puntualizza Lisa –. A Cosenza ho una cugina che ha dato vita a un’accademia teatrale e di musical (‘La compagnia delle alghe’), con collaboratori del calibro di Lena Biolcati e Silvia D’Orazio. Un altro cugino, inoltre, ha uno studio di registrazione, in provincia di Cosenza”.

La ragazzina ha incominciato a 10 anni al “Talent Busters”, il format di Elisabetta Branchetti, e l’anno passato ne è stata finalista. “In occasione della ‘Festa nazionale della musica’ si è esibita assieme a un amico all’interno del centro commerciale Le Fonti a Calenzano riscuotendo molti consensi – aggiunge la mamma –. Questi riconoscimenti ci stanno ripagando dei sacrifici e dell’impegno della bimba e della nostra famiglia”. Giusto. Mai dimenticando che trattasi di un gioco, che a diventare grandi, grandi davvero, c’è tutto il tempo di questo mondo.