Paolo Capelli

Siena,  14 giugno 2018 – Primo atto del Palio,  la lista dei cavalli iscritti alla previsita. Uscirà oggi, nel pomeriggio. I mezzosangue iscritti sono tantissimi e, proprio per questo, servirà anche la domenica mattina (24 giugno)  per concludere le visite al Ceppo. I risultati delle analisi dovrebbero arrivare il giorno seguente, il 25 giugno. Una densità di appuntamenti impressionante quella che attende gli addetti ai lavori. Perché il 26 giugno si presenta il Drappellone, il 27 e il 28 due giorni di prove all’alba. E poi la tratta. 
A dettare l’agenda dei capitani sono le strategie. Una fitta rete di incontri, anche fra dirigenze. Facile trovare la sera gruppetti che all’ora di cena si trovano anche in centro per poi allontanarsi. Uno dei capitoli invece (per adesso) archiviati è quello del mossiere Fabio Magni con cui c’è stato uno scambio di opinioni franco quando è venuto a Siena per vedere i galoppi a Mociano. 
Paolo Capelli è il decano dei capitani: com’è andata l’apericena con Magni?
«Un appuntamento  istituzionale, viene organizzato ogni anno, indipendentemente da chi è il mossiere. Un’occasione per stare insieme e per trovare anche la giusta sintonia. Tutto è avvenuto in modo molto cordiale. Abbiamo analizzato l’accaduto  dei due anni in cui Magni è salito sul verrocchio e nello stesso momento abbiamo immaginato come contenere le criticità che si sono verificate, tenendo conto che c’è stata una situazione unica, mai successa.  A parte il dolore per il fatto che una Consorella non ha potuto correre,  è stata gestita sufficientemente bene». 
Nessuna richiesta particolare a Magni?
«Le solite che si fanno: massima attenzione alla tutela di cavalli e fantini, rispetto dei posti al canape. Chi è di rincorsa detta i tempi in base alle strategie e alle rivalità». 
Il mossiere ha chiesto più collaborazione. 
«Più che maggiore collaborazione ha giustamente precisato che l’esito del suo operato dipende un po’ anche dalla collaborazione che i fantini e le Contrade hanno in certi momenti». 
Tre rivalità in Piazza: i capitani  ne hanno parlato?
«Non ci sono preoccupazioni particolari, le rivalità fanno parte del Palio e della sua storia. Non vedo nuovi elementi da sottolineare ed evidenziare».