CATASTO
CATASTO

Prato, 5 agosto 2014 - PISTOIA, Pesaro e Messina sono le città più a rischio con l’imminente riforma del catasto, ma anche Prato non scherza se è vero che il divario tra gli estimi catastali e i prezzi di mercato è del 133%. Una sproporzione che colloca Prato al 36esimo posto della classifica pubblicata dal Sole 24 ore delle città italiane più a rischio, dove cioè la distanza tra i valori catastali e le quotazioni di mercato è maggiore. Col via libera della commissione Finanza del Senato al decreto attuativo della delega, è stata avviata la complessa macchina normativa che dovrà riformare il catasto che inevitabilmente si tradurrà con rincari per i cittadini: a passare sotto la lente di ingrandimento saranno infatti i valori catastali rispetto ai prezzi di mercato con un divario nel caso di Prato del 133% e addirittura del 300% se si guarda alla vicina Pistoia frutto di estimi fermi da decenni rispetto all’evoluzione del marcato immobiliare. Tradotto in soldoni significa che a Prato gli attuali valori catastali sono meno della metà dei valori di mercato, una forbice che inevitabilmente si tradurrà con aumenti delle tasse sugli immobili come Imu, Tasi, imposte su compravendite e successioni.

Una situazione di stallo confermata dal Patrizio Puggelli, presidente dell’Ordine degli ingegneri di Prato che sottolinea come «le valutazioni degli uffici siano da sempre distanti dalla realtà». Una situazione che potrebbe essere facilmente sanata con gli strumenti informatici e tecnici che ci sono oggi a disposizione: «Con questa riforma i metri quadrati sostituiranno il concetto di vano che oggettivamente non è più attuale — continua Puggelli — Mi auguro che questa riforma avvenga insieme alle categorie professionali che possono dare un contributo importante». Preoccupazione anche da parte del presidente dell’Uppi, Riccardo Landini che aupsica l’adeguamento delle aliquote Imu per evitare una tassazione fuori controllo: «La questione è che andranno a sparire le categorie catastali che verranno sostituite da un mero calcolo dei metri quadri di un’abitazione — spiega — Una revisione che se verrà fatta analizzando le piantine in possesso degli uffici inevitabilmente sarà soggetta a molti errori. Lo stato vuole avvicinare il più possibile il valore fiscale a quello di mercato per cui gli aumenti in virtù delle eliminazioni delle categorie, saranno certi». A rassicurare in parte i cittadini è l’assessore all’urbanistica Valerio Barberis: «Prato è una città meno problematica rispetto ad altre perchè ci sono case più recenti — spiega — Questo dimostra che è una realtà più giovane da una punto di vista urbanistico».