"C’è la volontà di rivitalizzare il nostro Prato?"

Intervista a Bernardi, tifoso da una vita: l’analisi e le speranze .

"C’è la volontà di rivitalizzare il nostro Prato?"

"C’è la volontà di rivitalizzare il nostro Prato?"

"Tifoso da sempre, malattia attaccatami dal babbo. Non c’è stata domenica che la mia fidanzata, oggi mia moglie, abbia potuto trascorrere con me. Ho seguito il Prato quasi dappertutto. Nel tempo ho accentuato questa dedizione dando il mio aiuto in segreteria nei momenti liberi, fino a quando,in pensione, finalmente, ho potuto offrire al Prato tutto il mio tempo libero, inutile dire, senza alcun compenso. Il mio compito? Aiutare in ufficio per cose spicciole ma sopratutto stare vicino ad allenatore e squadra con un consiglio da nonno, sbrigare piccoli adempimenti e per aiutare questi giovani lontani da casa, con un consiglio o una parola affettuosa. Tanti ragazzi di ieri mi scrivono e si ricordano di me". Parole testuali di Romano Bernardi tifoso di lungo corso, con un giudizio critico sulla conduzione societaria attuale e con un ricordo nostalgico del passato: "Bene o male che andasse la squadra era il Prato dei pratesi, molti in veste di tifosi come me. Il mio abbandono non credo si possa relegare solo a fraintesi con Commini e la sua vice Deborah, ma a un modo di condurre la società da distanza, attraverso terze persone con presenze rarefatte del presidente e con decisioni prese per sentito dire. Logico che si determinino incomprensioni e risultati tecnici inferiori alle attese...".

Qual è il giudizio sugli intendimenti futuri della dirigenza ?

"Non li so e mi domando quanto interesse effettivo ci sia verso questo Prato. La cessione del forte Marangon proprio nel momento in cui la squadra rischiava la retrocessione mi sembra dimostrare che non si cerca un progresso senza avventure, ma avventure senza progresso".

Il rimedio ?

"La città e in particolare la nuova Amministrazione comunale dovrebbero farsi carico di un chiarimento con l’attuale dirigenza per capire se c’è volontà e possibilità di rivitalizzare questa squadra ereditata a costo zero".

Altrimenti?

"Chiamare a raccolta un gruppo di imprenditori pratesi per un passaggio di consegne a zero euro, così come è stata acquistata, e restituire ai pratesi il piacere di gestire un’impresa calcistica propria con un ritrovato legame con la città. Purtroppo presidente onorario di questa società è diventato Ponzio Pilato, quello che se ne lavava le mani. Ci sono gruppi come Cardato riciclato e personaggi autorevoli di alcune imprese edilizie, ad esempio, che hanno tutte le risorse per un Prato dignitoso. Noi pratesi dobbiamo dimostrare di saper fare anche da soli"

Roberto Baldi