La filiale di San Miniato Basso
La filiale di San Miniato Basso

San Miniato, 28 aprile 2018 - La svolta è storica. Prima o poi doveva arrivare il momento di dare addio alle vecchie insegne luminose che hanno segnato i giorni più belli della Cassa di Risparmio di San Miniato, quelli dell’espansione, del passaggio da banchina a banca di dimensioni regionali. Anche con qualche smania di troppo: quando arrivarono, nelle ambizioni degli anni Duemila, anche le due agenzie di Roma e quella di Milano. Succedeva quindici anni fa. Ma sembra passato un secolo. Oggi la banca di San Miniato, dopo aver sognato un’ultima volta la quotazione in borsa «ventilata» una manciata di mesi prima di un profondo rosso, non è più sigle e toscana, ma è una banca del gruppo francese Credit Agricole. Controllata e per ora - ancora poche settimane – «federata» con il gruppo d’Oltralpe che a giugno procederà con la fusione per incorporazione annunciata da tempo. Così è iniziato lo smantellamento delle insegne della Cassa di Risparmio di San Miniato dalle filiali della banca distribuite sul territorio. Insegne che saranno sostituite da quelle più nuove di Crédit Agricole: per il gruppo bancario europeo, d’altra parte, immagine e comunicazione sono una cosa seria. a San Miniato Basso – per esempio, tutto questo è già realtà e le operazioni di sostituzione sono state fatte ieri mattina. Il futuro è già iniziato com’è giusto che sia, anche se è comprensibile uno primo smarrimento ed una punta d’amarezza nel territorio che con la banca è cresciuto e l’ha aiutata a crescere.

La storia della sua fine, tuttavia, è inutile ripeterla: è scritta nei fatti e conosciuta, lo stesso crollo del valore delle azioni – centinaia i correntisti che avevano investito dal 2003 ad oggi nelle azioni Carismi – è arrivato a certificarlo. Le nuove insegne sono il primo passo verso l’avvenire, il gruppo Credit Agricole ha salvato la «San Miniato, ed è pronto a traghettarne mission e storia in un nuovo futuro con investimenti importanti e con forte attenzione – ribadita a più livelli – alla Toscana e al Comprensorio. I primi numeri della nuova gestione sono la prova di quello che sta accadendo: oltre 800 clienti nuovi e impieghi per 75 milioni in un trimestre. Che le vecchie insegne sarebbero cadute, in qualche modo, si sapeva da tempo. Anche se ai cittadini, per affetto, veniva bene far finta di non sapere: occhio non vede, cuore non duole