Quando in Italia si parla di immigrazione, assistiamo a dibattiti sempre più polarizzati, lontani anche dalla realtà e da quelle che potrebbero e dovrebbero essere soluzioni concrete per garantire accoglienza e, contemporaneamente, la sicurezza di tutti e di tutte. È un tema che riguarda innanzitutto le modalità di accesso al Paese, ma di cui troviamo traccia anche dentro le nostre città, con ripercussioni sulla gestione delle politiche per la casa, dei servizi pubblici, come il trasporto locale, e della qualità lavoro. Attraverso un processo di vera e profonda integrazione, possiamo soltanto crescere.
Ho particolarmente apprezzato le parole del questore Sebastiano Salvo nella sua intervista di pochi giorni fa, quando ha parlato – tra le altre cose – di un hub per migranti. Lo definisce il suo sogno e lo descrive come un luogo dove poter mettere a sistema il lavoro dei funzionari dello Stato e quello degli operatori del terzo settore. Penso sia una proposta d’avanguardia. Non solo. Ritengo che idee come questa potrebbero dare anche un contributo effettivo e importante alla crescita della nostra città che negli anni è cambiata, purtroppo rimanendo spesso inascoltata in questo suo cambiamento.
Succede un po’ ovunque nel mondo, in questo momento, ma Spezia è una città a più velocità e se ne parla troppo poco. Per accorgersene basta prendere un autobus e percorrere viale San Bartolomeo nelle ore di entrata e di uscita dai cantieri della nautica, o fare un giro nella zona nord del centro storico. In questo senso anche lo scorso luglio, come gruppo del Partito democratico, abbiamo presentato una mozione che, partendo dalle specifiche problematiche del settore della nautica, si allargava poi più in generale verso la cornice dell’integrazione, affrontando anche il tema casa, quello del trasporto casa-lavoro, e quelli dei servizi sociali e della lotta allo sfruttamento lavorativo.
Chiedevamo semplicemente che ci fosse una maggior presa di consapevolezza, utile quanto meno ad iniziare a cercare delle soluzioni. Soluzioni come quella proposta dal questore Salvo o altre, che potrebbero essere cercate e trovate nel dialogo con le grandi aziende del settore. Questo perché riteniamo che la crescita, per essere tale, debba corrispondere a un apporto in termini di coesione sociale. Il nostro testo la scorsa estate è stato bocciato, ma continuiamo a credere che una città, attraverso le proprie istituzioni, debba farsi carico anche di problemi che apparentemente possono sembrare enormi, anche lontani, ma che ci toccano tutti i giorni oppure sono destinati a farlo, in un momento che certamente non è neppure lontano. Oggi ci sentiamo meno soli.
Capogruppo del Pd in Consiglio comunale