REDAZIONE LA SPEZIA

Caro bolletta, Arcola ha votato: "Le tariffe vanno rinegoziate con Provincia e Acam Acque"

L’assemblea chiamata ad esprimersi sulla mozione presentata dalla consigliera Bianchini "La principale responsabilità in capo all’ente di via Veneto. Emergenza da affrontare in fretta".

La consigliera Carmela Bianchini

La consigliera Carmela Bianchini

Rinegoziazione delle tariffe idriche con Provincia e Acam Acque spa. È stata votata in consiglio comunale a Arcola la mozione presentata dalla consigliera Carmela Bianchini che ha fatto un esame della situazione attuale rispetto alle tariffe, tenuto conto del servizio che Acam Acque spa gestisce in convenzione con l’Ato idrico in 31 comuni della provincia della Spezia, compreso, appunto, quello arcolano. "E’ evidente una trascuratezza dell’azienda per non aver investito annualmente risorse sufficienti ad assicurare le manutenzioni ordinarie e straordinarie delle proprie reti, per il mantenimento di una efficacia ed efficiente produttività aziendale".

Una situazione, ha spiegato Bianchini, che ha quindi portato Acam Acque a presentare per i prossimi sei anni un piano di investimenti di 180 milioni di euro che Arera, l’autorità di controllo, ha approvato, con aumenti tariffari a carico dell’utenza: "Aumenti insostenibili nell’attuale situazione economico finanziaria del territorio ed in particolare per le fasce meno abbienti della popolazione. La normativa in materia stabilisce che le aziende del settore del servizio idrico debbano garantire sempre l’equilibrio economico di gestione e che tale equilibrio possa essere raggiunto anche con il reinvestimento dell’utile in azienda, per cui risulta necessario ricercare un accordo per il 2024 con l’attuale gestore per risanare la rete idrica senza pesare così pesantemente sull’utenza. Sono queste le ragioni per cui si sostiene che tali oneri debbano essere in gran parte a carico dell’azienda e non gravare, come è stato proposto, in parte cosi significativa sull’utenza".

Va inoltre considerato, ha proseguito la consigliera, che la delibera di Arera dalla quale originano le previsioni odierne è del 28 dicembre 2023 e che il tempo intercorso da allora non è stato utilizzato per costruire rapporti e possibili soluzioni che tenessero insieme, condividendoli con il territorio, gli investimenti ritenuti prioritari e la sostenibilità sociale. Ritardi imputabili, secondo Bianchini alla Provincia, che porta la principale responsabilità istituzionale nella definizione del piano tariffario e che hanno determinato un’emergenza che dobbiamo affrontare in fretta, prima che gli effetti di queste scelte gravino sull’economia delle imprese e delle famiglie del nostro territorio in misura così pesante e non sostenibile". Il Consiglio comunale di Arcola, si legge nella mozione, chiede che la Provincia e il gestore Acam Acque spa, costruiscano con sindaci, sindacati, associazioni di categoria e dei consumatori, una nuova ipotesi di gestione tariffaria, frutto di una visione condivisa delle problematiche del territorio provinciale e dell’ammodernamento della rete idrica.

C.G.