Calunnia. È questa l’accusa a carico del commercialista follonichese Evans Capuano, 60 anni, sulla quale ieri il giudice Giovanni Puliatti, avrebbe dovuto pronunciarsi. Ma il professionista che oggi abita all’isola d’Elba ha mandato un certificato medico per giustificare la propria assenza. E così il giudice Puliatti, accogliendo il legittimo impedimento dell’imputato, ha rinviato l’udienza al 30...

Calunnia. È questa l’accusa a carico del commercialista follonichese Evans Capuano, 60 anni, sulla quale ieri il giudice Giovanni Puliatti, avrebbe dovuto pronunciarsi. Ma il professionista che oggi abita all’isola d’Elba ha mandato un certificato medico per giustificare la propria assenza. E così il giudice Puliatti, accogliendo il legittimo impedimento dell’imputato, ha rinviato l’udienza al 30 aprile 2021. Ma non sarà lui a pronunciarsi in quanto nelle prossime settimane andrà in pensione. Ha, però, disposto la sospensione dei termini di prescrizione e l’utilizzabilità dei atti istruttori. Il procedimento nasce dal fallimento nel 2014 della De Angelis Group, società di commercializzazione di ortofrutta. Il suo titolare, Giuseppe De Angelis, prima di aprire la procedura di fallimento, aveva denunciato Capuano, incaricato di tenere la contabilità della società. Nel 2013 Giuseppe De Angelis si accorge che qualcosa non torna. La sua società aveva emesso bonifici per oltre 894mila euro. Di questa somma 400 mila euro erano stati versati come onorari a Capuano e la parte restante per il pagamento delle tasse. Ma a svelare la verità era stato il cassetto fiscale: oltre 200 mila euro erano stati pagati con la compensazione del credito fiscale. Mancavano all’appello 212.279,46. De Angelis chiede spiegazioni a Capuano. Il suo legale esibirà della documentazione "apparentemente sottoscritta da De Angelis" che attesterebbe che il titolare dell’azienda bolognese, che aveva trasferito la sede legale a Follonica, aveva ricevuto oltre 469 mila euro in contanti dalle mani del commercialista. In sostanza lo si accusa di essersi intascato soldi della sua società in fallimento. De Angelis e il suo difensore, l’avvocato Alberto Bancalà querelano Capuano per calunnia. Il processo per appropriazione indebita si è chiuso alla fine di settembre con la condanna del commercialista a 3 anni e 4 mesi che si aggiunge a quella a 12 anni per estorsione del 24 settembre. Udienze alle quali Capuano non è stato mai presente.