Ottant’anni dalla Liberazione di Grosseto. Calì: ‘Da qui è partita la nostra democrazia’

A Grosseto, cerimonia per l'ottantesimo della Liberazione con deposizione corona di alloro. Ricordo dei sei partigiani caduti e appello a continuare sulla via della democrazia.

Ottant’anni dalla Liberazione di Grosseto. Calì: ‘Da qui è partita la nostra democrazia’

Ottant’anni dalla Liberazione di Grosseto. Calì: ‘Da qui è partita la nostra democrazia’

Sotto l’arco di Porta Vecchia si è svolta la cerimonia di Commemorazione per l’ottantesimo della Liberazione della città di Grosseto con la deposizione della corona di alloro. Ottant’anni fa, Grosseto fu resa definitivamente libera dai fascisti, divenendo primo capoluogo toscano liberato, ma tale libertà fu conquistata anche con la perdita di sei uomini. Alla presenza delle massime autorità militari, Fausto Turbanti presidente del Consiglio comunale, Valentino Bisconti consigliere provinciale, in rappresentanza della Prefettura Maria Paola Corritore e la presidente dell’Isgrec Ilaria Cansella, dopo il momento di silenzio in ricordo dei sei partigiani caduti (Giuseppe Cennini, Luigi Falciani, Renato Ginanneschi, Paolo Santucci, Elvio Palazzoli ed Agostino Sergenti), il presidente provinciale Anpi, Luciano Calí, ha preso parola per un breve intervento. "Le istituzioni nei momenti fondanti stanno insieme – ha detto Calì –. L’Anpi non è un’associazione, ma un ente morale fondato durante la lotta partigiana dai partigiani e fu presente alla Consulta nazionale che fu la prima assemblea legislativa transitoria tra il regno d’Italia e la fondazione della repubblica Italiana". Poi Calì ha sottolineato su ciò che fu la conseguenza di un’Italia libera. "È importante ricordare – ha de-Calì– come la Resistenza e la Liberazione sia state fondanti rispetto al nascente stato democratico. Anche la libertà e democrazia arrivate con il voto popolare del ‘46 non sono arrivate per caso. È stato un percorso teso al progresso della storia umana e l’insegnamento è di continuare su questa linea per fare in modo che questi ottant’anni non siano trascorsi invano".

Maria Vittoria Gaviano