
Le associazioni: "Vogliamo che il futuro del territorio non sia affidato alle strategie della speculazione finanziaria"
"Basta centrali, l’Amiata ha già dato". È questo l’appello accorato di sei associazioni amiatine (Biodistretto del Monte Amiata, Comitato Nazionale di Coordinamento e di Azione per l’Evoluzione Agricola, Comitato Salvaguardia Ambiente del Monte Amiata, Coordinamento Rifugi Naturalistici del Monte Amiata, Rete No Geotermia Elettrica Speculativa ed Inquinante e Sos Geotermia) rivolto al presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani e alla vicepresidente Stefania Saccardi in vista del rinnovo delle concessioni a Enel Spa. "Più volte si è parlato di raddoppiare, in Amiata, l’energia geotermia e questo vuol dire solo una cosa, la costruzioni di nuove centrali – spiegano le associazioni –. Vogliamo ricordare che la nostra è la montagna più popolata e più sfruttata della Toscana. Vogliamo che il futuro del nostro territorio non venga affidato alle strategia della speculazione finanziaria gestita nel nostro caso specifico da Black Rock e da Covalis Capital, maggiori azionisti esteri di Enel Spa". Poi le associazioni, rivolgendosi al presidente Giani, ribadiscono: "Consideriamo che non sia corretto affermare che la geotermia in Toscana promuova lo sviluppo economico locale, creando occupazione –proseguono – dato che al massimo stimola solo l’innovazione tecnologica del colosso energetico mondiale di Enel che produce questo tipo di energia elettrica solo grazie agli incentivi pubblici che appesantiscono le bollette pagate da famiglie sempre più povere". Poi le associazioni sviscerano qualche dato.
"In Toscana – dicono i firmatari della lettera rivolta al presidente Giani – sono già presenti 34 centrali geotermoelettriche ad alta entalpia, che diciamo essere gestite in modalità ‘inquinante e speculativa’". Poi le associazioni spiegano che già sono state messe in atto delle inadempienze legislative. "Le criticità ambientali, le controverse ripercussioni sulla salute e la totale non curanza delle costanti e interminabili richieste della popolazione – concludono – sono temi che vogliamo portare a un tavolo aperto dove a sedersi ci sarà Enel e la Regione". Infine i firmatari denunciano anche danneggiamenti alla falda acquifera e l’esposizione cronica a concentrazioni crescenti di arsenico nelle acque potabili è risultata associata a incrementi di rischio per numerosi esiti di salute della popolazione amiatina.
Nicola Ciuffoletti