Supporti alla scuola: servizi e rete con il territorio

Il Comune offre servizi di supporto per l'integrazione dei ragazzi con BES nelle scuole, ma sono necessari corsi, attività e tempi di diagnosi più rapidi. La tecnologia può essere un valido aiuto se utilizzata in modo consapevole, come dimostra l'aula Snoezelen.

Supporti alla scuola: servizi e rete con il territorio

La classe IIA della Mazzanti con l’assessore Funaro

Cosa fa il Comune per favorire l’integrazione dei ragazzi con BES nelle scuole?

"Offre servizi di supporto: gli educatori che sostengono gli alunni con BES, integrando il lavoro dei docenti, i Centri Alfa per gli stranieri neoarrivati per imparare l’italiano, il CRED Ausilioteca per insegnare metodi di studio più efficaci, il SED per l’educativa domiciliare".

Quali sono gli aspetti carenti per l’integrazione dei ragazzi con BES?

"La scuola deve essere accessibile a tutti; proporre corsi e attività di supporto ai ragazzi nello studio e dare occasioni di socializzazione".

I tempi di attesa per una diagnosi da parte delle ASL sono lunghissimi. Cosa può fare il Comune?

"È importante lavorare in sinergia col Sistema sanitario per fare screening precoci nelle scuole e dare tempi di risposta rapidi. È necessario l’impegno economico del governo".

La tecnologia può aiutare i ragazzi con bisogni educativi speciali?

"E’ fondamentale ma va usata in modo consapevole. Ci sono esempi motivo di orgoglio, come la vostra aula Snoezelen, l’unica in città: un esempio intelligente di uso della tecnologia, da ripetere in altre scuole".

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