Prove di coalizione. Il sondaggio sul voto: dem e destra più vicini. Telefonate tra Iv e Del Re

Prima dell’appello alle primarie lunga chiamata tra Renzi e l’ex assessora. Giorgia Meloni, oltre a Schmidt, starebbe pensando a due big nazionali. Ma il vero ago della bilancia per evitare il ballottaggio può essere il M5S.

Prove di coalizione. Il sondaggio sul voto: dem e destra più vicini. Telefonate tra Iv e Del Re

Prove di coalizione. Il sondaggio sul voto: dem e destra più vicini. Telefonate tra Iv e Del Re

di Antonio Passanese

C’è un sondaggio che in queste ore sta girando sui telefonini dei vertici di Italia Viva. E i risultati, a sentire chi lo ha letto, starebbero galvanizzando tutti i renziani perché evidenzierebbero la forza (non indifferente) del partito dell’ex premier a Firenze. Il rilevamento non riguarderebbe le coalizioni in campo ma i nomi dei candidati a sindaco.

E così emergerebbe che Sara Funaro sarebbe tra il 40 e il 42%, Stefania Saccardi tra 15 e 18%, Tomaso Montanari al 10% ed Eike Schmidt al 28%. Proprio sul direttore delle Gallerie degli Uffizi (che entro l’inizio di gennaio dovrebbe sciogliere la riserva e ufficializzare o meno la sua corsa a primo cittadino), dagli ambienti Fdi romani si fa sapere che se il suo nome dovesse essere "troppo divisivo", Giorgia Meloni allora potrebbe decidere di candidare un big nazionale. Per ora i nomi in campo sarebbero due: Giovanni Donzelli o Paolo Marcheschi. E’ a loro che la presidente del Consiglio dei ministri potrebbe chiedere di sacrificare il proprio posto in Parlamento per cercare di strappare Firenze al centrosinistra. Ma questa per ora è solo un’ipotesi, perché a quanto è dato sapere Schmidt avrebbe già dato il suo placet alla candidatura (con l’accordo, in caso di sconfitta, di un trasferimento a Napoli al Museo Reale di Capodimonte).

Intanto, ieri mattina, prima che dalle Murate venisse lanciata al Pd la richiesta di primarie pare Matteo Renzi abbia passato lungo tempo al telefono con la pasionaria dem Cecilia Del Re probabilmente per sondare il terreno e la sua disponibilità. Ma la diretta interessata si trincera dietro un no comment, affermando che quello che doveva dire lo ha già detto nei gironi scorsi rispondendo a Stefania Saccardi ("Ringrazio Stefania Saccardi non solo per le sue parole nei miei confronti, ma anche perché ha ascoltato il desiderio di partecipazione che c’è in città, in vista delle elezioni di giugno 2024. Un desiderio che le primarie hanno sempre raccolto e catalizzato e che il Partito democratico locale ha preferito non ascoltare"). Certo è che tra Italia Viva e Partito democratico si continua a dialogare sottotraccia per capire se, a determinati patti e superando le forche caudine di Sinistra Italiana, si possa arrivare a un accordo che porti Sara Funaro alla vittoria senza rischiare un possibile ballottaggio. Gli sherpa della politica fiorentina sono al lavoro, e gli incontri si susseguono a ritmo frenetico. Ma secondo alcuni maggiorenti renziani appare assai difficile che l’ex premier possa accettare la candidata "imposta da Dario Nardella" perché "tra i due è in atto una guerra" dagli esiti assolutamente inaspettati e imprevedibili.

L’ago della bilancia, dunque, se dovesse sfumare l’apparentamento con Iv, potrebbe essere il Movimento 5 Stelle (che alle scorse amministrative raccolse l’8%) che non esclude – come confermato da Lorenzo Masi a La Nazione – un’alleanza con i dem senza passare dalle primarie e con Funaro sindaca, "basta trovare però un’intesa sul programma e su alcuni temi che ci stanno molto a cuore".

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