L’omaggio al cardinale perseguitato. A Simoni gli auguri di Papa Francesco

Ha presieduto la liturgia del giorno nel sessantesimo del suo arresto in Albania

L’omaggio al cardinale perseguitato. A Simoni gli auguri di Papa Francesco

L’omaggio al cardinale perseguitato. A Simoni gli auguri di Papa Francesco

"Grazie per la tua testimonianza": con la benedizione di Papa Francesco la messa del giorno di Natale in Cattedrale è stata presieduta dal cardinale Ernest Simoni, nell’anniversario del suo arresto avvenuto 60 anni fa in Albania, proprio la notte di Natale.

A chiedere al cardinale Simoni di celebrarla è stato il cardinale arcivescovo Giuseppe Betori, che ha assistito alla liturgia dal posto occupato di solito dal confratello che ha compiuto di recente 95 anni. A Simoni, per questa occasione, è arrivato anche il messaggio di Papa Francesco: "Caro fratello, desidero esprimerti la mia vicinanza spirituale nella ricorrenza del sessantesimo anniversario del tuo arresto. Grazie per la tua testimonianza, grazie per quanto hai fatto e fai per la Chiesa. Continua ad essere icona gioiosa dell’amore di Cristo Buon Pastore, che ha offerto la vita in sacrificio per tutti. Augurandoti un Santo Natale, di cuore ti impartisco la mia Benedizione, che volentieri estendo a quanti condividono con te questo momento di grazia. Per favore, continua a pregare per me; io pregherò per te. Preghiamo insieme per la pace nel mondo. Fraternamente, Francesco".

Durante la celebrazione c’è stato anche il saluto dell’arcivescovo Betori: "Carissimi, ho chiesto al cardinale Ernest Simoni di presiedere la celebrazione eucaristica ‘del giorno’ di questo Natale. Sessant’anni fa non gli fu possibile celebrare questa santa messa. Nella notte del Natale 1963 don Ernest è stato arrestato e condotto nel carcere di Scutari. Iniziava per lui una lunga prigionia, da cui sarebbe stato liberato solo il 5 settembre 1990. Furono quasi 27 anni di dura reclusione, ai lavori forzati, dalle miniere alle fogne, in un regime carcerario durissimo, causa di pesanti sofferenze per il corpo, ma che non ha piegato lo spirito di don Ernest, rimasto fedele a Cristo e alla Chiesa, coraggioso al punto di continuare a svolgere il suo ministero anche nel carcere. La Chiesa, nella persona di Papa Francesco, ha dato un alto riconoscimento a questa fedeltà, creando cardinale questo testimone della fede. La nostra Chiesa fiorentina è orgogliosa di averlo accolto e questa Cattedrale di annoverarlo tra i suoi canonici".

Duccio Moschella

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