Lo stadio della discordia. Barone attacca i politici: "Se votate sempre i soliti non cambierà nulla"

In un incontro con i tifosi il ds viola critica le istituzioni. E sul club tuona: "La Fiorentina non è un giocattolo della politica".

Lo stadio della discordia. Barone attacca i politici: "Se votate sempre i soliti non cambierà nulla"
Lo stadio della discordia. Barone attacca i politici: "Se votate sempre i soliti non cambierà nulla"

di Niccolò Gramigni

Quello che sembrava un innocuo incontro al bar del Viola Park tra il direttore generale della Fiorentina Joe Barone e alcuni tifosi viola fa scoppiare un putiferio. In un video (sembra rubato), diventato presto virale, Barone va giù durissimo: "So che ci saranno le elezioni a breve e allora votate, votate... Votate il vostro governatore e non cambierà nulla. Io sono qui per cambiare le cose". Il dg viola non nomina mai direttamente (nel video) nè il governatore Eugenio Giani, né chi governa la città, ovvero il sindaco Dario Nardella. Ma chi c’era ricorda esattamente l’affondo contro i politici locali, ancor più pungente delle parole (rubate?) dal telefonino. Con il governatore i rapporti non sono ottimi e con il sindaco la tensione-stadio sembra tornata alle stelle dopo un momento di riappacificazione.

La frase sulle elezioni è criptica: a giugno ci sono le Comunali, per le Regionali (dove è coinvolto Giani) ci sarà tempo. In generale Barone e il presidente Rocco Commisso hanno fatto capire a più riprese di essere stufi della politica, anche se proprio dopo il gol di Ranieri c’è stato un abbraccio tra Barone e il politico per antonomasia, Matteo Renzi. La vicinanza del club a Italia Viva (a cominciare dagli endorsement al sindaco Francesco Casini) è ormai cosa nota.

Il nodo adesso è legato al restyling del Franchi: la certezza è che i lavori sono prossimi a iniziare (e non è una certezza da poco) ma c’è la problematica di dove andrà a giocare la Fiorentina. Il problema è che il messaggio di Barone rischia di diventare politico e di essere "usato" dal centrodestra già dalle prossime Comunali. E a sei mesi dalle elezioni il clima – che è già bello acceso – rischia di diventare infuocato e la Viola di entrare a gamba tesa nello scenario politico.

Un chiarimento ufficiale non c’è stato. Restano così le interpretazioni e le parole del video, dove si parla del restyling del Franchi. Perchè ieri, nonostante l’annuncio Barone non ha parlato nel pre-partita ma solo dopo la vittoria con il Torino. Non ha parlato di voto ma ha incitato i tifosi a farsi sentire.

"Ho ricevuto ieri una telefonata dal Comune – la dichiarazione ai microfoni –, mi hanno detto che hanno assegnato i lavori a una ditta. La realtà è che la Fiorentina deve trovare un posto fuori da Firenze per giocare, è una mancanza di rispetto per tifoseria, città e club. Abbiamo sempre chiesto di giocare al Franchi, assegnare i lavori e costringerci a giocare fuori Firenze non è una bella cosa: siamo amareggiati e arrabbiati. Da tempo diciamo che siamo preoccupati, il presidente lo ha scritto anche ai tifosi nella lettera di Natale. Vedremo se il popolo viola si attiverà per dare un messaggio al Comune, che a noi non ci vuole ascoltare. La realtà è che la Fiorentina ad oggi non giocherà a Firenze nella prossima stagione, perché il Comune la sta costringendo a giocare fuori: a Modena, a Cesena o altrove".

Tutto in linea. Visto che Barone nel video ’rubato’ ripeteva che la "Fiorentina non è un giocattolo della politica". "Siamo gente seria. Noi eravamo pronti a mettere 300 milioni per costruire lo stadio e siamo stati bloccati". Bloccati, secondo la Fiorentina, dalla politica, dalla burocrazia. Nessuno (nemmeno Giani) commenta ma allo stadio non c’erano.

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