Le storie a lieto fine dell’alluvione: "Li salvai sfondando la finestra"

L’intervento del provveditore Biancalani che ha liberato una coppia intrappolatala notte della piena

Le storie a lieto fine dell’alluvione: "Li salvai sfondando la finestra"

Le storie a lieto fine dell’alluvione: "Li salvai sfondando la finestra"

Hanno rischiato di morire annegati dentro al garage della loro abitazione di via degli Oleandri. Bloccati dall’acqua della piena che, fra il 2 e il 3 novembre, ha sfondato la porta d’ingresso penetrando all’interno. Senza via di scampo visto che l’unica finestra presente era ‘ fermata’ da tante sbarre di ferro che non permettevano in alcun modo di passare.

E’ davvero incredibile la storia di Tiziano e Rita Vanni, marito e moglie, rispettivamente 65 e 61 anni, salvati, la notte in cui l’alluvione ha stravolto la vita di tanti campigiani, dal Provveditore della Misericordia di Campi, Cristiano Biancalani, che abita non molto distante dalla casa della coppia. E che dopo avere ‘sbarbato’ un cartello stradale ("Come abbia fatto non lo so" racconta) e ‘intimato’ ad altre due persone di dargli una mano, è riuscito a forzare alcune delle sbarre della finestra facendo uscire marito e moglie con l’acqua che intanto era già arrivata quasi al soffitto. Una storia venuta alla luce solo in questi giorni grazie al racconto di un altro confratello della Misericordia, Antonio Francalanci, anche lui residente in via degli Oleandri, che ci ha messi in contatto con Tiziano e Rita. E che abbiamo incontrato proprio in quel garage, ancora sottosopra e con le emozioni di quei momenti ancora vive nel racconto dei protagonisti.

E’ stato proprio Francalanci, infatti, in una strada ormai completamente al buio, a sentire le urla disperate dei due. Ma anche Biancalani, nel silenzio assordante di quella notte intorno, alle 1.30, ha avvertito delle voci provenienti dalla strada. Il destino – o, se volete, chiamatelo pure in altro modo – ha voluto che in quel momento indossasse degli stivali ascellari da pescatore, la grande passione che lo accomuna a Tiziano, e non ha esitato un attimo a raggiungere l’abitazione da dove provenivano le urla con metà del corpo sott’acqua. ""La corrente elettrica era saltata – raccontano Tiziano e Rita – ma per fortuna avevamo con noi una pila, rimasta miracolosamente accesa, e con quella siamo riusciti a farci vedere".

L’acqua intanto saliva e insieme anche la disperazione. I due, infatti, che hanno il loro appartamento al primo piano in ristrutturazione, erano scesi in garage per tentare di portare in salvo qualcosa. Impossibile, anche per l’esiguità del numero in quel momento, per i soccorsi arrivare in tempo: i Vigili del fuoco sono riusciti a raggiungere la zona soltanto alle 4.30. "Sono stati momenti frenetici – raccontano marito e moglie, ancora commossi nel rivivere quegli istanti -, ci era cascato anche un armadio addosso, non vedevamo niente, la paura era quella di fare la ‘fine del topo’". Così, quasi impotente di fronte alla disperazione dei due, Biancalani ha avuto l’intuizione di aggrapparsi, nel vero senso della parola, al cartello, solitamente usato per il divieto di sosta quando c’è la pulizia della strada, che ricordava di avere visto tanta volte sul marciapiedi. E, dopo circa dieci minuti, è riuscito a strapparlo dalla base. Una volta infilato il palo fra le sbarre, insieme agli altri due, hanno fatto leva e dopo alcuni tentativi, sonio riusciti a farne ‘saltare’ quattro, afferrando Tiziano e Rita e trascinandoli fuori quando ormai avevano soltanto la testa fuori dall’acqua. In uno spazio fra l’altro molto angusto, a malapena trenta centimetri: appena sopra il giardino, infatti, c’è un terrazzo, che non ha certo agevolato le operazioni. "Ci ha salvato la vita – afferma Rita -, senza il suo intervento saremmo sicuramente morti affogati". E mentre lo dice, ha gli occhi lucidi. Prima di una foto con il cartello stradale che è sempre in quel garage: "Non ce lo porta via nessuno", dice il marito e lo abbraccia come se fosse una reliquia.

E del resto sono state tante le famiglie che hanno rischiato la vita quella terribile notte del 2 novembre. Vedendo andare in fumo quello che avevano costruito in una vita intera. E infatti, l’alluvione sta lasciando i suoi segni tutt’oggi a quasi due mesi di distanza da quella tragica nottata.

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