REDAZIONE FIRENZE

Inchiesta per corruzione. L’ufficiale dell’Arma non risponde al Gip

Il tenente colonnello dei carabinieri Sergio Turini si è avvalso della facoltà di non rispondere al Gip durante l'interrogatorio di garanzia. È accusato di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio e accesso abusivo al sistema informatico, avendo fornito informazioni riservate in cambio di favori. Altri due indagati sono ai domiciliari.

Inchiesta per corruzione. L’ufficiale dell’Arma non risponde al Gip

Si è avvalso della facoltà di non rispondere al Gip, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, il tenente colonnello dei carabinieri Sergio Turini (foto), comandante della compagnia di Prato, arrestato il 30 maggio anche con le accuse di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio e accesso abusivo al sistema informatico. Turini, secondo l’accusa si sarebbe messo a disposizione di imprenditori amici, italiani e cinesi, accedendo abusivamente al sistema banca dati delle forze dell’ordine per fornire informazioni sui dipendenti. In cambio, il militare avrebbe ottenuto diverse utilità come il pagamento di un viaggio negli Usa per il figlio (valore oltre 5mila euro) e tre bottiglie di vino Ornellaia da oltre 1.800 euro.

Anche per gli altri due indagati ai domiciliari, l’imprenditore Riccardo Matteini Bresci e Roberto Moretti, titolare di un’agenzia investigativa, sarà fissato l’interrogatorio di garanzia.