ANDREA SPINELLI
Cronaca

E’ tempo di Ninnananna : "Un brano, un’emozione"

Enrico Nigiotti domani sera al Teatro Puccini con il live Unplugged "Una serata dove le protagoniste sono le canzoni nella loro essenza più vera".

Due buone ragioni per starsene lontano dal mondo. Racconta Enrico Nigiotti che quando dall’ambulatorio di ecografia gli arrivò il whatsapp della fidanzata con scritto "noi tre stiamo bene" e si rese conto di essere padre di due gemelli la reazione istintiva fu quella di saltare "sul primo aereo per il Messico". Poi, però, la felicità per la doppia paternità l’ha portato a staccare la spina all’attività live e, con la nascita di Maso e Duccio, a fermare il suo specialissimo momento nel singolo "Ninnananna" che propone in chiave ’unplugged’ domani sera (ore 21) al pubblico del Teatro Puccini di Firenze assieme ai suoi brani più popolari e amati.

Enrico, due anni d’attesa per pubblicare nuova musica sono tanti di questi tempi.

"Ogni mia canzone è un po’ il riassunto di un’emozione nuova. Per questo ho avuto bisogno di un attimo di pausa e di affrontare esperienze inedite prima di riprendere la chitarra in mano. Basta ricordarsi, per esempio, del precedente singolo ‘Notti di luna’ nato dall’esperienza del lockdown fatta tra i pescatori dell’isola di Capraia".

Perché ha scelto di ripartire proprio con le introspezioni di "Ninnananna"?

"Fra le tante canzoni che verranno, mi piaceva l’idea di cominciare mandando in radio quella nata dall’emozione più forte che ho provato negli ultimi mesi. Per la prima volta ho capito, infatti, che significa amare senza chiedere niente in cambio".

I sentimenti innanzitutto.

"Con la mia ragazza abbiamo due cagnoline di sette anni che ho sempre considerato le mie bimbe, ma l’arrivo di un figlio ti cambia la vita. Figurarsi due. Ecco perché ho concepito questa canzone in modo pittorico, provando a cogliere l’anima dell’essere umano che ho davanti come, mi si perdoni in paragone, Modigliani in uno dei suoi famosi ritratti".

I riferimenti della sua carriera rimangono sempre gli stessi?

"Sempre. Credo che ogni artista abbia la sua santissima trinità. E per me, se Vasco è Dio, Gianna Nannini e Lucio Dalla sono Madonna e Spirito Santo".

Perché in questo momento di ripartenza ha messo in strada solo tre concerti a Roma, Milano e Firenze?

"Era da tempo che volevo provare a fare un’esperienza chitarra e voce così. Da ‘Storyteller’ mi verrebbe da dire ripensando al celebre format di Mtv. Poi ho pensato di arricchirla un po’ facendomi accompagnare da Mattia Tedesco alle tastiere e da Fabiano Pagnozzi alla chitarra per strizzare l’occhio sia a chi viene a teatro per cantare le canzoni sia a chi è interessato a scoprirne il lato più nascosto capendo come sono nate e si sono sviluppate canzoni quali ‘Tuo per sempre’, pubblicata sette anni fa e mai divenuta singolo che, per le insondabili ragioni dell’arte, gode in questo momento su TikTok di una straordinaria popolarità".

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