Discarica abusiva al Poggio Secco: "Ora basta, servono le telecamere"

I residenti esasperati per il continuo abbandono di rifiuti nella zona, cresciuto negli ultimi giorni .

Discarica abusiva al Poggio Secco: "Ora basta, servono le telecamere"

Discarica abusiva al Poggio Secco: "Ora basta, servono le telecamere"

Solo pochi giorni fa, su queste pagine, i residenti di via Poggio Secco avevano denunciato il fenomeno, purtroppo ricorrente, dell’abbandono in zona dei più svariati rifiuti, dagli scarti edili a quegli elettrici per finire con i mobili e suppellettili varie. Il campionario ora si è ulteriormente arricchito, si fa per dire, con una grande quantità di frigoriferi che recano il marchio di una nota azienda di gelati, chiaramente estranea all’abbandono. Alcuni residenti hanno contattato per questo, inviando la posizione della nuova discarica insieme ad alcune immagini insieme ad alcuni codici trovati tra i rifiuti, un rappresentante dell’azienda che si sarebbe offerto di fare verifiche per rintracciare a chi i frigoriferi fossero stati dati in comodato e anche di procedere eventualmente alla rimozione.

Episodio specifico a parte il problema, però, persiste ed è evidente e particolarmente desolante anche per il contesto: gli abbandoni, infatti, si verificano a poca distanza dal torrente Ema, in una strada privata ma utilizzata per il trekking e le passeggiate in bici a cavallo tra il verde. Il paradosso, a più riprese denunciato da chi abita in zona, è che i residenti devono accollarsi gli oneri della rimozione dei rifiuti come se le discariche a cielo aperto denunciate fossero opera loro. Da qui la richiesta al Comune di prevedere una serie di strumenti, videocamere o fototrappole, ad esempio per individuare chi scarica rifiuti in zona. Strumenti, in particolare le fototrappole, che, però, come riferito nei giorni scorsi dall’assessore all’Ambiente Enrico Minelli, non avrebbero una grande resa tecnica: sarebbero dunque allo studio soluzioni più efficaci. In molti casi i responsabili degli abbandoni, evidentemente distratti oltre che incivili, più che attraverso strumenti elettronici vengono individuati grazie a indizi lasciati tra i rifiuti.

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