Autismo e terapia Aba: "La situazione peggiora"

L’appello delle famiglie: "Impossibile farsi rimborsare dalle aziende sanitarie"

Autismo e terapia Aba: "La situazione peggiora"

Il consigliere di FdI, Francesco Torselli

Nessuna soluzione ancora per le famiglie con figli che seguono la terapia Aba per disturbi come lo spettro autistico. Anzi, la situazione sembra peggiorata rispetto a quando i genitori hanno denunciato per la prima volta attraverso il nostro giornale la difficoltà di ricevere i contributi per la terapia previsti da una normativa regionale. Ora ottenere un rimborso dalle aziende sanitarie per sedute specialistiche che costano anche 20-25 euro l’ora e delle quali molti bimbi richiedono anche 20 ore a settimana, è diventata un’impresa quasi impossibile.

Dalla prima segnalazione di babbo Leonardo, che ha raccolto oltre 5000 firme da altrettante famiglie con lo stesso problema, molti aspetti non sono stati chiariti. E in tanti si son visti negare i rimborsi. Una delibera di fine 2023 prevede una nuova procedura di richiesta di contributo per "gravi patologie con particolare specificità clinica che legittima il ricorso a tentativi di cura non erogati dal Ssn" e impone alle Usl un’apposita commissione multidisciplinare per la valutazione delle richieste pervenute dagli specialisti, nonché un regolamento attuativo.

"Ma non c’è una linea guida omogenea dalla Regione per cui ognuno ha regole proprie – segnala il consigliere regionale Fdi Francesco Torselli -. Vengono poi rigettate le domande in caso di trattamenti sovrapposti o integrati: non comprende per esempio sia le sedute di psicomotricità che di Aba, nonostante siano entrambe inserite nei piani terapeutici".

Torselli con altri consiglieri FdI ha presentato una mozione per impegnare la giunta ad attivarsi con le Usl per l’uniformità applicativa della delibera in tutta la Regione. Intanto le famiglie tornano a chiedere di essere ascoltate. "In questi mesi abbiamo visto solo peggiorare la situazione – dice babbo Leonardo -. C’è una grande confusione sulla possibilità o meno di ricevere rimborsi e tante famiglie rinunciano a cure troppo costose, seppur fondamentali". Era stato promesso loro, ricorda, "che saremmo stati chiamati al tavolo tecnico con la Regione per questa tematica. Invece il gruppo di genitori che sta portando avanti questa battaglia non è stato invitato all’incontro preliminare, sostituito da associazioni che non sono in contatto con noi. Una scelta di esclusione preoccupante". Manuela Plastina

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