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Mistero strage di Bologna. Nuovo comitato per Fresu

La comunità chiede ancora giustizia per la 24enne morta con la sua bimba. L’avvocato Biscotti: "Ancora troppi dubbi e lati oscuri. Dov’è il suo corpo?".

Paolo Bolognesi, Associazione vittime

Paolo Bolognesi, Associazione vittime

L’onda del 2 agosto: nel 44esimo anniversario della strage alla stazione di Bologna, è nato il comitato “Tutta un’altra storia“. Per il quale la vicenda del 2 agosto 1980 va rivista profondamente prendendo in considerazione l’alone di grande incertezza che ancora avvolge la storia di Maria Fresu, la mamma di 24 anni di Montespertoli scomparsa nell’esplosione della bomba insieme alla piccola figlia Angela di 3 anni e all’amica ventiduenne di Castelfiorentino, Verdiana Bivona. Stando agli esiti dell’analisi, del 2019, del Dna nella più recente fase processuale, i pochi resti custoditi nella tomba al cimitero di Montespertoli non appartengono a Maria. Quindi di fatto il suo corpo, ad oggi, non c’è. Anche se lo scorso 2 agosto, a La Nazione, un cugino acquisito di Maria, il settaseienne Stefano Magnolfi, ha detto di nuovo che all’epoca il riconoscimento fu scrupoloso e certo. Il nuovo comitato prende le mosse dal processo a Paolo Bellini: a luglio, la Corte d’assise d’appello di Bologna, presieduta dal giudice Alberto Pederiali, ha confermato l’ergastolo per l’ex terrorista di Avanguardia Nazionale, per aver preso parte al massacro del 2 agosto. Bellini ha proclamato la propria innocenza ed ha annunciato ricorso in Cassazione. Il Comitato “Tutta un’altra storia“ è promosso dal noto penalista Valter Biscotti, che ne è coordinatore, dai giornalisti e studiosi esperti Gian Paolo Pelizzaro e Gabriele Paradisi, dall’avvocato e saggista Valerio Cutonilli.

Il punto di vista dell’avvocato Biscotti è stato accolto all’indomani del 2 agosto da Reggioreport. Il legale ha confermato a La Nazione, contattato in proposito, che Maria Fresu fa parte di lati oscuri ancora da chiarire. "Il castello accusatorio nei confronti di Bellini – afferma – precedeva e anticipava ogni accertamento obiettivo dei fatti. Sono ancora troppi i dubbi e i lati oscuri emersi dei vari processi sui fatti del 2 agosto 1980, come la sparizione del corpo della giovane mamma di Montespertoli Maria Fresu e la scomparsa del cadavere della giovane donna a cui l’esplosione strappò un lembo di volto. Per questo riteniamo che si debba azzerare tutto e ricominciare dall’inizio,con la speranza di poter fare finalmente chiarezza non solo su Bologna, ma anche su Ustica". Le sentenze storiche sul 2 agosto 1980 hanno stabilito che fu strage neofascista. Le vittime furono 85 (si continua a discutere, sulla scorta del caso Fresu, di vittime 86) e i feriti oltre 200. Andrea Ciappi