Franco Zeffirelli presenta la messa in scena di 'Rigoletto' (foto Moggi / NewPressPhoto)

Roma, 8 novembre 2018 - Nei bozzetti si nota subito la mano del Maestro, con gli elementi orizzontali che impreziosiscono la scena, trasformando il palco in una sorta di sfolgorante acquaforte. La creatività di un vero artista è infinita e genera sempre nuove fonti di ispirazione. All’età di 95 anni, Franco Zeffirelli è uno dei pochi grandi registi e scenografi al mondo in grado di presentare una nuova produzione, il Rigoletto, che andrà in scena nel settembre 2020 alla Royal Opera House Muscat, in Oman, teatro inaugurato proprio da una produzione di Zeffirelli, Turandot.
 
Questa nuova versione del capolavoro di Giuseppe Verdi, progettata circa 10 anni fa ma mai messa in scena, inaugurerà la stagione 2020-2021, per il decennale della Rohm e il 50° anniversario dell’Oman. Dopo aver aperto circa un anno fa a Firenze la Fondazione che porta il suo nome, il Maestro stupisce ancora con un colpo di teatro, realizzato e presentato con tutti gli onori nella sua residenza romana sull’Appia Antica alla presenza dello stesso Zeffirelli e, tra gli altri, di Rawya Saud Al Busaidi, ministro dell’Alta Educazione dell’Oman e presidente del consiglio di amministrazione della Rohm.
«Sono onorato dalla presenza di tutta questa gente – ha detto con un filo di voce Franco Zeffirelli alla stampa e ai rappresentanti delle realtà teatrali internazionali – e sono felice di essere circondato da tanta cultura. Una produzione così importante doveva essere assolutamente portata a termine. La vostra presenza mi fa coraggio». 

L’allestimento sarà realizzato in collaborazione con la Fondazione Arena di Verona per le scenografie, la Fondazione Teatro dell’Opera di Roma per i costumi, e in partnership con la Fondazione Franco Zeffirelli di Firenze. Al progetto hanno aderito, in qualità di coproduttori, il Teatro Nazionale dell’Opera della Lituania e il Teatro Nazionale Croato di Zagabria. La longa manus del Maestro saranno l’assistente alla regia Stefano Trespidi, l’assistente scenografo Carlo Centolavigna e il costumista Maurizio Millenotti. «Sarà un Rigoletto – ha detto Umberto Fanni, direttore generale e artistico della Rohm – in cui verranno scandagliate personalità e interazioni tra i diversi personaggi, in una cornice scenografica che rappresenta il punto di arrivo della lunghissima carriera dell’artista italiano vivente più conosciuto e rappresentato del mondo».
 
«Riproporlo era sempre stato il suo sogno nel cassetto – ha rivelato Pippo Zeffirelli, figlio di Franco e vicepresidente della Fondazione – perché Rigoletto è un’opera le cui potenzialità hanno sempre intrigato il Maestro e alla quale, in alcuni momenti della sua carriera, in un non lontano passato, si era solo riavvicinato. Ricordo tre edizioni rimaste nella storia del melodramma, a partire dagli anni ’50 e ‘60, che ebbero un grande successo». 
E HA concluso: «La cosa fantastica è che da questo suo ultimo lavoro emerge un quadro registico del tutto in linea ed omogeneo, a cui il Maestro si è avvicinato in più riprese offrendo una lettura molto coerente con le profonde contraddizioni interiori del protagonista». Rigoletto è solo il primo di una serie di importanti progetti già messi in cantiere e avallati dal grande regista che saranno realizzati nei prossimi anni. «La mia speranza? – ha detto il Maestro Zeffirelli –. Sarebbe assistere alla prima. E applaudire al successo».