Due ore in Intercity fino a Firenze, «Noi, buttati sulla linea lenta». Esplode la rabbia dei pendolari

Dopo un lungo giro, il treno taglia il traguardo con 68 minuti di ritardo per «verifiche tecniche». Il caso fa crescere l’attesa sul vertice in Regione. «Ci spetta la precedenza sull’alta velocità»

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Arezzo, 21 marzo 2024 – Anche ieri i pendolari aretini sono arrivati a Firenze in ritardo. Fin qui niente di nuovo. Se non fosse che questa volta il treno è arrivato a destinazione 68 minuti dopo il previsto. Un ritardo ammesso anche da Trenitalia con un messaggio ai clienti, motivo? “Per consentire delle verifiche tecniche alla linea elettrica, l’Intercity 580 da lei prenotato ha subito una deviazione di percorso che ha comportato un maggior tempo di viaggio complessivo”. “Il nostro treno è stato deviato sulla linea lenta – spiega Dimitri Abbado referente del Comitato pendolari aretini - e poi è stato fatto passare da Pontassieve. Siamo arrivati a Firenze con 68 minuti di ritardo, clamoroso. In questo caso il disservizio è stato causato da un guasto a un treno precedente annullato a Castiglion Fiorentino, ma il motivo non conta. Ogni giorno succede qualcosa, il ritardo è eclatante ma in generale manca un’adeguata manutenzione sia ai binari che ai treni, è la frequenza con cui avvengono i ritardi che è preoccupante oltre all’entità. Non si può andare avanti così”. Martedì intanto si è svolta in Consiglio Regionale un’audizione congiunta del Comitato Pendolari Valdarno Direttissima e del Movimento Consumatori Toscana, presso la Quarta Commissione, Territorio, ambiente, mobilità, infrastrutture. "Abbiamo espresso alla presidente di commissione, Lucia De Robertis, e ai consiglieri regionali presenti - dicono Maurizio Da Re del Comitato Pendolari e Armando Mansueto del Movimento Consumatori Toscana - non solo i disagi dei pendolari della linea aretina, ma anche l'attesa e gli auspici per il prossimo futuro". Grandi speranze per l'incontro annunciato recentemente dall'assessore regionale ai trasporti Stefano Baccelli fra Regione e i vertici nazionali di Rfi e Trenitalia, previsto per il prossimo 26 marzo a Firenze. "L'incontro sarà un'occasione importante - sottolineano Da Re e Mansueto - per ribadire la volontà e la ricerca di soluzioni, per recuperare la puntualità dei treni regionali sulla linea aretina, ma soprattutto per riaffermare la regola nazionale, che prevede per le linee ferroviarie sature, come la Direttissima, la precedenza dei treni regionali sui treni Alta Velocità nelle fasce orarie pendolari, cioè nelle ore di punta 6-9 e 17-20: se la regola della precedenza fosse veramente applicata, sarebbe una svolta per i pendolari del Valdarno!". La regola della precedenza è contenuta nel documento "Prospetto Informativo della Rete", emanato da Rfi nazionale, ma non sarebbe mai stata applicata per i treni regionali del Valdarno che finora hanno sempre fatto gli "inchini" per l'ingresso in Direttissima, dopo Figline la mattina e prima di Firenze Rovezzano nel pomeriggio, dando la precedenza alle Freccerosse e agli Italo e accumulando ritardi anche significativi. "Abbiamo chiesto l'attenzione della Commissione e dei consiglieri regionali - concludono Da Re e Mansueto - perchè dall'esito dell'incontro del 26 marzo si possa finalmente sperare in un miglioramento delle condizioni di viaggio dei pendolari del Valdarno, diventate da tempo insostenibili".