Il provveditore Roberto Curtolo
Il provveditore Roberto Curtolo

Arezzo, 14 maggio 2019 - E’ arrabbiato il provveditore Roberto Curtolo e non lo nasconde, ferito da un episodio di cui non avrebbe mai voluto occuparsi.

Provveditore ha saputo del caso della scuola media?
«Ho saputo eccome. Mi sto occupando della vicena personalmente e come scuola abbiamo già messo in moto la macchina per arrivare a capire cosa sia successo effettivamente».

Ha parlato con la preside?
«Assolutamente sì, anche se la professoressa si trova attualmente fuori provincia per un convegno a cui deve partecipare con i cosiddetti mini-sindaci».

Avete già preso qualche provvedimento?
«Non allo stato attuale, c’è un iter preciso che dobbiamo seguire, a garanzia di tutti».

Ce lo può spiegare?
«Come istituzione scuola è stato già aperto un procedimento disciplinare, un atto inevitabile in casi del genere e che deve seguire la prevista procedura formale».

Come si svolge?
«La prima cosa è quella di sentire tutte le parti interessate, a cominciare dai genitori del ragazzino coinvolto nei fatti. Il professore sarà ascoltato in audizione perché fornisca la sua versione. A quel punto, esaurita questa fase definiamola istruttoria, prenderemo i provvedimenti conseguenti. E naturalmente non è possibile adesso anticipare alcun giudizio».

E’ ipotizzabile una sospensione cautelare?
«Vediamo nei prossimi giorni, può anche essere. Peraltro l’episodio, per come l’ho appreso, mi pare illustri una situazione di una gravità evidente. Ma non posso e non voglio sbilanciarmi in giudizi, sarebbe a oggi prematuro. Di sicuro non lasceremo perdere, è una questione che va approfondita in tutti i suoi aspetti».

Sembra orientato verso un atteggiamento severo...
«E’ esattamente così, siamo pronti ad adottare la linea dura se ci saranno gli estremi per farlo».

Sa che c’è una denuncia già presentata?
«So che i carabinieri l’hanno ricevuta dai genitori e che quindi il fascicolo arriverà in procura. E non escludo affatto, anzi lo ritengo probabilissimo, che sia lo stesso istituto comprensivo a sporgere a sua volta una seconda denuncia».

Cosa si sente di dire ai genitori del ragazzino?
«Di stare tranquilli perché faremo quello che deve essere fatto per chiarire in modo definitivo i fatti e per sanzionare le responsabilità. L’inchiesta interna che è stata aperta va appunto in questo senso e il nostro dovere è di tutelare la scuola e i ragazzi che la frequentano».

Ci sono stati precedenti del genere negli istituti scolastici della provincia?
«Non che io mi ricordi, almeno negli anni recenti»