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14 mag 2022

"Solo gli autosufficienti in questo tipo di strutture"

L’assessore regionale al Sociale Serena Spinelli fa chiarezza sulle norme "Non possono accogliere chi ha bisogno di una continuità assistenziale"

angela baldi
Cronaca

"L’accompagnamento condanna un anziano alla Rsa?". Lo chiedono i parenti degli ospiti di Armonia che ora devono ricollocare i propri cari. "Mia mamma ha 96 anni e in casa famiglia si trova benissimo – dice Laura – lo ha scelto lei, è una soluzione che fa sentire le persone in famiglia. Cosa succede dopo la proroga? Viviamo alla giornata con molto stress, valuteremo le possibilità in base a quanto meglio per lei".

"Mia mamma di anni ne ha 97 – dice Carla - vive in via Erbosa da gennaio e prima era in un’altra casa famiglia, è la prima volta che vediamo chiudere una struttura dove regna la serenità. Qual è il documento che lega in maniera indissolubile accompagnamento e Rsa?". L’assessore regionale al sociale Serena Spinelli tramite i suoi uffici chiarisce la normativa: "La nostra normativa nell’articolo 23 elenca le tipologie di persone che possono essere accolte nelle strutture soggette a comunicazione di avvio – dice- persone maggiorenni autosufficienti, che si trovano in situazione di disagio e marginalità sociale, per cui la permanenza nel nucleo familiare è impossibile. La struttura rientra in questa tipologia".

Queste strutture accolgono persone fragili, non un’utenza con bisogni di cura.

"Dopo la sperimentazione effettuata con successo sul territorio regionale – prosegue l’assessore toscano al Sociale Serena Spinelli (nella foto) – è stata introdotta una nuova tipologia di struttura di accoglienza, gli appartamenti: "comunità di tipo familiare per le funzioni di assistenza a bassa intensità per soggetti di diverse fasce d’età"; strutture riconducibili a realtà ad intensità assistenziale contenuta come gli appartamenti per anziani, sorti proprio per dedicare un’accoglienza anche a quell’anziano che non è più completamente autosufficiente ma non ancora non autosufficiente".

Gli appartamenti per anziani, come spiega l’ufficio regionale del sociale, sono strutture residenziali a bassa intensità assistenziale che hanno finalità di mantenere l’autonomia degli anziani residenti e prevenire l’isolamento favorendo rapporti interpersonali.

"Si è fatto riferimento allo stato di salute degli ospiti – dice l’assessorato - è stabilito che la struttura accoglie anziani autosufficienti o con bassa intensità assistenziale: si intende una percentuale di invalidità civile non superiore al 66% che, rispetto alla persona ultra 65enne, rappresenta la persistenza di difficoltà lievi a svolgere le funzioni proprie della sua età. E’ responsabilità del gestore accertare tale condizione al momento d’ingresso tramite documentazione sanitaria prodotta dal medico. Ogni aggravamento dovrà essere comunicato ai familiari e al medico per i provvedimenti del caso, compresa l’individuazione di una collocazione più appropriata. La struttura garantirà comunque l’accoglienza dell’ospite assicurandogli assistenza adeguata finché, anche tramite i servizi, non sarà individuata risposta alla nuova condizione".

" La valutazione della non autosufficienza è un percorso che vede coinvolti professionisti sanitari e sociali attraverso un’Unità di Valutazione Multidisciplinare e viene effettuata attraverso un set di strumenti valutativi approvati dalla Regione Toscana con delibere e decreti contenenti le scale di valutazione che hanno evidenze scientifiche" conclude l’assessore regionale.

A.B.

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