LUCIA BIGOZZI
Cronaca

Sindaco, primarie avanti a fatica. Fratelli d’Italia e Azzurri frenano. Ma la Lega sposa la linea Tanti

Il partito di Tajani non esulta neanche all’idea della fusione con i moderati. "Meglio accordi elettorali". Meloniani per il cambio di passo. "Apriamo i giochi a ottobre". Vecchi: "Il voto popolare un’opportunità".

Sindaco, primarie avanti a fatica. Fratelli d’Italia e Azzurri frenano. Ma la Lega sposa la linea Tanti

Il tema accende il dibattito nel centrodestra. Arriva nel bel mezzo delle grandi manovre per le regionali. E da Firenze la declinazione sul voto di Arezzo è automatica, almeno per Lucia Tanti, pasionaria del fronte moderato e ghinelliana di stretta osservanza. È lei a lanciare l’assioma: "Se le primarie valgono per la Regione, valgono anche per la scelta del sindaco di Arezzo". Quanto basta per aprire le cateratte delle reazioni tra gli alleati.

Ai piani alti di Fratelli d’Italia l’idea delle primarie di coalizione non suscita grandi emozioni, anzi nell’immaginario collettivo dei meloniani applicato alla storia dello strumento di consultazione, si rimanda alla tradizione del "Pd a trazione maggioritaria".

Meglio occuparsi di altro nel percorso verso il voto sull’inquilino di Palazzo Cavallo. In altre parole: più che alle primarie, Fratelli d’Italia guarda "a costruire una proposta di governo che cambi davvero la città e persegua le finalità di crescita per i prossimi dieci anni", è il concetto che circola tra i vertici aretini del partito. Che fin da ora mettono sul tavolo della coalizione una proposta e un metode di lavoro, accelerando sul timing. "In autunno occorre condividere con la società una piattaforma programmatica per animare dal basso un nuovo percorso amministrativo. Sicuramete, il prossimo candidato dovrà essere un sindaco del popolo, con un profilo più in sintonia con la società". Come a dire: serve un cambio di passo a trecentosessanta gradi. Le primarie che il fronte moderato e civico sponsorizza, non infiamma neppure il cuore degli azzurri di Tajani. "È un tema che a livello regionale è stato affrontato ma bisogna capire se andrà avanti e come matuterà per poi valutare se è applicabile anche ad Arezzo", osserva un prudentissimo Bernanrdo Mennini, al timone aretino di Forza Italia. Più freddo il commento sull’idea, in prospettiva, di un partito unico dei moderati che sancisca il matrimonio tra azzurri e centristi del centrodestra. "Non esiste una prospettiva di partito unico, bensì un’aggregazione come accaduto alle europpe, rispetto alla quale Forza Italia è il perno, il punto di riferimento".

Porte aperte alle primarie in casa della Lega, con il leader provinciale Gianfranco Vecchi che declina in chiave aretina l’ok alle primarie per la Regione arrivato dai vertici toscani del partito. "Ci siamo espressi a livello regionale e credo che lo strumento partecipativo possa essere applicato a tutti i livelli. Per me rappresentano un’opportunità anche per combatere l’astensionismo che a ogni tornata elettorale si ripete, perchè consentono un coinvolgimento diretto degli elettori". La raccomandazione di Vecchi è centrata "sul buon utilizzo delle primarie, magari evitando che i candidati potenzialmente più importanti possano sottrarsi al confronto diretto". Il dibattito è appena iniziato ma promette già scintille.