Protesta sulla A1, arriva la carovana dei trattori. "Difendiamo l’agricoltura, saremo più di cento"

Salvatore Fais di Riscatto Agricolo: "Bloccheremo l’A1 da martedì a domenica con l’obiettivo di essere ricevuti a Roma il martedì della settimana successiva. Al governo chiediamo dignità"

Valdichiana, 29 gennaio 2024 – Una carovana di trattori e camion che bloccherà la A1 da martedì fino a domenica 4 febbraio con l’obiettivo di essere ricevuti a Roma il martedì della settimana successiva. L’obiettivo? "Ridare dignità alla figura dell’agricoltore".

È l’iniziativa di Riscatto Agricolo, la rete nata soltanto tre settimane fa ma che ha già organizzato un’ampia mobilitazione di agricoltori in cinque regioni del paese: Sardegna, Lombardia, Lazio, Umbria e Toscana dove una manifestazione sarà anche alle porte della provincia di Arezzo, al casello autostradale Valdichiana, geograficamente nella provincia di Siena ma sul confine con Foiano.

"Da martedì prossimo oltre 100 dei nostri agricoltori saranno anche ad Arezzo con tanto di camion e trattori - spiega Salvatore Fais, imprenditore agricolo, trent’anni, di Piombino, alla guida di un’azienda di ovini e tra i fondatori di Riscatto Agricolo.

"Faremo un carosello all’altezza del casello autostradale A1, Valdichiana, bloccheremo e rallenteremo il traffico sull’Autosole creando i disagi necessari per far sentire la nostra volta ma senza turbare i servizi essenziali - continua Fais -saremo sulla strada giorno e notte, il nostro obiettivo è essere ricevuti a Roma martedì prossimo a meno che qualcuno ci convochi già prima". L’azione nasce sulla scia di quello che è successo nelle settimane scorse in Europa, tra Francia e Germania, "è la prima volta che a livello Europeo combattiamo per lo stesso obiettivo: sotto il Green Deal, si cela un estremismo ambientalista a discapito della produzione agricola e dei consumatori", continua Fais.

I punti che si leggono nel manifesto di Riscatto agricolo che sta girando in questi giorni su WhatsApp sono in totale dieci: si va dalla richiesta di vietare le importazioni di prodotti agricoli provenienti da paesi dove non sono in vigore gli stessi regolamenti produttivi e sanitari comunitari fino alla detassazione in agricoltura passando per l’agevolazione del carburante agricolo e la richiesta ultima di regolamentare in maniera stringente l’ingresso dei cibi sintetici. E poi il contenimento della fauna selvatica, la riqualificazione della figura dell’agricoltore e l’abolizione immediata di vincoli e incentivi per non coltivare i terreni: "lo facciamo perché ci sentiamo abbandonati delle associazioni di categoria che hanno smesso di tutelarci: anziché fare gli interessi degli agricoltori hanno iniziato a comportarsi come sindacati", dice Fais.