Le terze dosi stanno facendo risalire il volume delle vaccinazioni ma le prime restano al contagocce
Le terze dosi stanno facendo risalire il volume delle vaccinazioni ma le prime restano al contagocce
di Lucia Bigozzi Ci sono quasi cinquantaquattromila aretini che tra dieci giorni potranno uscire di casa per andare al lavoro, prendere i mezzi pubblici e soggiornare in un albergo ma non potranno fare molto altro. Niente cinema, teatro, bar, ristoranti, luoghi pubblici al chiuso, palazzetti dello sport e palestre, solo per citare alcune opzioni del "tutto" che, invece, potranno fare liberamente le persone che hanno completato il ciclo vaccinale e per questo avranno in tasca o nella borsetta il Green pass "rinforzato". Sempre che l’altalena dei contagi mantenga un...

di Lucia Bigozzi

Ci sono quasi cinquantaquattromila aretini che tra dieci giorni potranno uscire di casa per andare al lavoro, prendere i mezzi pubblici e soggiornare in un albergo ma non potranno fare molto altro. Niente cinema, teatro, bar, ristoranti, luoghi pubblici al chiuso, palazzetti dello sport e palestre, solo per citare alcune opzioni del "tutto" che, invece, potranno fare liberamente le persone che hanno completato il ciclo vaccinale e per questo avranno in tasca o nella borsetta il Green pass "rinforzato". Sempre che l’altalena dei contagi mantenga un equilibrio accettabile ancorato al trend nazionale e la Toscana continui a tingersi di "bianco".

Dopo l’exploit di giovedì con 51 nuovi positivi a livello provinciale, ieri il bollettino dei nuovi malati segnala una flessione a 34 casi, ma è stata una settimana molto "ballerina" e l’andamento previsionale su scala nazionale non è incoraggiante, anche alla luce del nuovo incubo "variante sudafricana" isolata in questi giorni dai ricercatori.

Tornando al quadro aretino rapportato alle nuove regole varate dal decreto governativo in vigore fino al 15 gennaio, sono 53.596 le persone non vaccinate che vanno avanti a suon di tamponi, oppure si sono fermate alla prima dose o non hanno ancora raggiunto il traguardo della "booster" (nel novero vanno considerate pure le persone con particolari problematiche che ne impediscono l’immunizzazione).

Il dato viene fuori dal totale della popolazione della provincia di Arezzo, pari a 339.172 persone (dati Istat al 1gennaio 2020), dal quale vanno scorporati 34969 giovanissimi da 0 a 12 anni finora non vaccinabili; si arriva al complessivo di 304.203 dai quali vanno tolte 250.607 prime dosi registrate a livello provinciale.

Il numero che resta, appunto 53.596, corrisponde agli aretini ad oggi senza il super Green pass: un numero non certo irrilevante che, calcolatrice alla mano, corrisponde quasi al 18 per cento del totale. In mezzo ci saranno anche quanti per motivi oggettivi non possano sottoporsi alla vasccinazione pur volendo e situazioni particolari. Ma alla fine significa che nella provincia diciotto persone su cento non hanno ancora partecipato alla campagna vaccinale o lo hanno fatto solo in parte.

Un dato che salta agli occhi soprattutto se si considera che i già immunizzati rappresentano l’82 per cento della popolazione. C’è tuttavia da considerare che già dalla prossima settimana con il via libera alle immunizzazioni anche per i bambini da 5 ai 12 anni, la platea vaccinale è destinata ad allargarsi, saranno i genitori a decidere se sottoporre i figli alla puntura anti-Covid. Se questo accadrà, come auspicano i medici in prima linea nella battaglia al virus, aumenterà la popolazione aretina protetta dal vaccino. Rimane uno "zoccolo duro" di "resistenti", per i quali il perimetro delle libertà si fa sempre più ridotto e il Green pass "base" non basterà.