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13 mag 2022

"Mancano infermieri, ferie a rischio" Ma il direttore D’Urso tranquillizza

Il presidente Grasso affronta il nodo delle mancate assunzioni dei cento camici bianchi. Estar infatti non ha ancora comunicato i nominativi: "Speriamo arrivino prima dell’estate"

erika pontini
Cronaca

di Erika Pontini

Gli infermieri temono il blocco delle ferie estive nei prossimi giorni ad Arezzo in conseguenza alla carenza di personale anche dopo le mancate assunzioni previste da una delibera che assegnava all’Asl Tse 150 ingressi di nuovi infermieri dei quali ne sono andati in porto una cinquantina in tutto: appena venti ad Arezzo sui cinquanta previsti.

Il particolare è emerso a margine della Giornata internazionale dell’infermiere che si è svolta alla Casa dell’energia e, al termine della quale, i neolaureati hanno prestato giuramento. "Temo che il problema possa esplodere nei prossimi 15 giorni" spiega il presidente Giovanni Grasso. In seguito alle sofferenze di bilancio della sanità toscana e alla chiamata al risparmio infatti – secondo il sindacato – Estar che deve comunicare le graduatorie per l’immissione in servizio, ha preso tempo e non ha fornito alla direzione generale della Tse i nominativi ritardando quindi di fatto l’ingresso.

L’altra criticità emersa è la carenza degli infermieri di famiglia e comunità: per Arezzo e provincia ne sono attualmente previsti 120 su una popolazione di circa 330mila abitanti e "con lo spostamento delle competenze dall’ospedale al territorio la richiesta scoppierà a breve", aggiunge Grasso. Perché, se da una parte è innegabile che siano aumentati dall’altra è vero che sono cresciute le esigenze dentro e fuori l’ospedale.

Un altro nodo da sciogliere riguarda – secondo Grasso – la graduatoria che si sta svuotando perché molte chiamate avvengono da parte dell’Azienda sanitaria-universitaria di Siena. "In questo momento gli infermieri sono merce rara e collezionano proposte contrattuali importanti dal settore privato ma l’azienda pubblica rimane carente". Il problema è ovviamente a monte, dovuto alla programmazione universitaria "che non soddisfa il fabbisogno. La pandemia ha dato una spinta all’assunzione con chiamata immediata in sette giorni, anche la Sud Est ha assunto tantissimo ma gli ingressi hanno colmato il gap precedente negli organici".

Nella Giornata degli infermieri è stato posto l’accento anche sulla mancata specializzazione della categoria: la laurea triennale infatti ’sforna’ infermieri generalisti ma nell’arco degli ultimi venti anni a molti, nonostante le competenze maturate, non viene riconosciuta la specializzazione quando invece prestare servizio in ortopedia o all’emergenza-urgenze richiedono percorsi differenti. Nella prima ondata Covid infatti la maggior parte venne impiegato in Rianimazione o in subintensiva.

Tranquillizza sul fronte ferie il direttore generale Antonio D’Urso che ha preso parte all’evento: "In questo momento all’Asl ci sono circa 900 infermieri in più rispetto al 2019 quindi capisco la situazione di sofferenza e sappiamo che l’Azienda è in una fase di assestamento ma riteniamo di poter garantire il turn over delle ferie e, se dovessero presentarsi criticità faremo ricorso anche gli interinali: proprio nei giorni scorsi ho firmato una delibera in tal senso. La situazione del Covid non è ancora definita ma rispetto allo scorso anno abbiamo molti più infermieri tra tempo determinato e indeterminato e siamo quindi fiduciosi".

Nessuno stop formale invece sull’ingresso dei 100 camici bianchi ancora mancanti, secondo il direttore. "La procedura di reclutamento degli infermieri è ancora in corso e speriamo che possano essere portata a termine prima del periodo estivo", sottolinea D’Urso.

Ma ancora, da gennaio non sono arrivati.

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