LAURA LUCENTE
Cronaca

"La mia Cortona rischia di perdere l’identità" . Giulierini traccia la mappa tra arte e natura

L’ex direttore del Mann è tornato al Maec e lancia progetti ambiziosi: chiese aperte per creare un collegamento francescano con Assisi

"La mia Cortona rischia di perdere l’identità" . Giulierini traccia la mappa tra arte e natura

"La mia Cortona rischia di perdere l’identità" . Giulierini traccia la mappa tra arte e natura

È tornato a Cortona dopo lunghissimi e fortunati anni alla guida del Museo archeologico di Napoli. Paolo Giulierini parla a ruota libera dei suoi progetti e di Cortona a cui dispensa consigli preziosi per non perdere la sua bellezza e identità.

Ad un mese e mezzo dal saluto al Mann, quanto le manca Napoli e il suo museo?

"Moltissimo, per tante ragioni. Ci ho lasciato un pezzo di cuore. Ho anche lasciato tante cose aperte e progetti, così come tante relazioni nazionali e internazionali che spero di continuare a coltivare".

Il ritorno a Cortona come è stato?

"Ho ricevuto un affetto importante. C’è stato un abbraccio affettuoso sia da parte della città, ma questo me l’aspettavo, sia da parte dell’amministrazione che è stata molto attenta alle mie esigenze. È stato bello anche ritrovare un po’ di serenità tipicamente toscana".

Da quando se ne è andato ad oggi, l’assetto della città di Cortona è cambiato?

"Cortona è sempre bellissima. Visto che partecipa da lungo tempo ad un processo di crescita turistica, credo sia fondamentale evitare che si snaturi il suo spirito più autentico, quello storico e artistico. Noto forse un eccessiva trasformazione dei luoghi centrali verso caratteristiche di taglio commerciale, soprattutto di tipo enogastronomico diffuso oltre il limite. Questo, però, ci tengo a dirlo, è un tema che non tocca solo Cortona".

E quale potrebbe essere il modo per invertire questa tendenza?

"Cortona non dovrebbe perdere la propria fisionomia di città d’arte e puntare su monumenti e paesaggio, valorizzandoli. Da una parte con il rafforzamento dei percorsi trekking perché c’è un pubblico sempre più interessato a questo tipo di esperienza. Un altro elemento su cui punterei, insieme alla Diocesi, è la riapertura delle tantissime chiese cortonesi che potrebbero costituire un’offerta che non ha nessuno. Anche la ripresa del collegamento con il flusso francescano sarebbe importante, creando una maggiore connessione con la vicina Assisi".

Il Maec, a cui lei resta sempre molto legato pur non essendo più il direttore, può sempre fare la differenza?

"Certamente. Anche in questi anni non ho mai fatto mancare la mia vicinanza con prestiti importanti anche dal Mann che hanno dato vita a mostre molto belle. Sarebbe interessante ripartire con le grandi mostre sugli etruschi e magari, dopo la bella esperienza di Signorelli, sarebbe da valutare un progetto espositivo legato a Severini e al futurismo. Sul parco archeologico si potrebbe lavorare di più puntando, per esempio, sull’archeologia sperimentale".

Il suo futuro lavorativo oggi è legato a concorsi importanti. È un periodo intenso…

"E’ un periodo di attesa che fa sempre bene, il momento della riflessione è importante. Mi ricandiderò per il Mann di Napoli, visto che la legge me lo consente. Ci spero molto, ho ancora tanti progetti che vorrei portare avanti. Parteciperò anche alla selezione di altri musei come l’archeologico di Firenze e il museo Reali di Torino. Non dimenticando assolutamente la mia Cortona per la quale ci sarò sempre come ho sempre fatto".