La centenaria in bolletta. Quota sanitaria alle stelle e risparmi in banca bloccati

A 99 anni stangata dalla legge: contributo da 380 a 1600 euro all’anno. Pensione inaccessibile per le sanzioni, paga tutto il nipote. È qui dal 2015.

Curarsi ha un costo salato per Eugenia Leonova, classe 1924. A 99 anni suonati la "nonnina" russa che vive a Castelfranco Piandiscò con figlia, nipote e marito, in un mese si è vista lievitare l’importo annuo dell’iscrizione facoltativa al sistema sanitario regionale. Da 387,34 euro la cifra è schizzata a 1612,66. È l’effetto della legge (213 del 39 dicembre 2023) contenuta nella Finanziaria varata dal parlamento tre mesi fa. Eugenia è arrivata in Italia nel 2015, dopo un rocambolesco viaggio per le sue condizioni di salute, partito da Tula, città natale, e terminato nel paese valdarnese dove l’anziana è accudita dai familiari. A sollevare il caso è Carlo Gragnoli (nella foto), marito di Olga, nipote della nonnina russa, ormai inferma e bloccata a letto per complicanze cardiache.

"Eugenia è arrivata qui nel 2015 perchè non poteva più vivere da sola. Ha un permesso di soggiorno rinnovato regolarmente alla scadenza e fin da subito abbiamo richiesto l’accesso al servizio sanitario regionale", spiega Carlo, pensionato pure lui ma ancora impegnato nella passione di sempre: promozione di eventi. "A dicembre abbiamo corrisposto alla Asl del Valdarno, dove gli operatori sono sempre molto gentili, la quota per la copertura sanitaria 2024, ma a gennaio abbiamo ricevuto una mail nella quale ci informavano delle nuove disposizioni di legge e dell’importo aumentato in maniera considerevole". La norma fissa due aliquote per il calcolo dell’importo: 7,5% fino a ventimila euro annui di reddito e 4% per i redditi sopra i ventimila euro e fino a 51mila. "Per noi si tratta di un incremento enorme: passare da 300 a 1600 euro è un salto enorme", osserva Gragnoli. La somma già versata garantirà la copertura sanitaria fino a marzo "poi dovremo integrare con la cifra richiesta in base alla legge e al nuovo calcolo, per poter avere l’estensione dell’iscrizione al servizio sanitario regionale fino al dicembre 2024".

È lui a far fronte alle necessità non solo di Eugenia "che comunque riceve mensilmente l’indennità di invalidità pari a circa cinquecento euro", ma pure della suocera Valentina (figlia della novantenne).

E qui si innesta un’altra storia. "Entrambe in Russia hanno la loro pensione che viene versata ogni mese in banca, eppure non la possono ricevere in Italia". In questo caso l’ostacolo è la guerra tra Russia e Ucraina e le sanzioni decise dall’Europa. "Con il blocco del sistema Swift per banche russe e bielorusse, non è possibile ritirare la pensione in un qualsiasi sportello bancario, come invece accadeva prima dello scoppio del conflitto". Gragnoli accende il faro sul caso di Eugenia "per lanciare un appello a rivedere la norma nazionale poi applicata a livello locale dalle Regioni. Va bene l’aumento della quota annuale, ma sarebbe importante procedere per scaglioni più equi. Eugenia percepisce 250 euro al mese di pensione, oltretutto bloccata da due anni, ma come può permettersi di pagare una cifra come quella che le viene richiesta adesso? Mi pare assurdo. L’alternativa potrebbe essere provvedere con un’assicurazione privata, ma quale compagnia assicurativa la garantirebbe a una persona di 99 anni?".

Intanto, Eugenia non lo sa. Passa le sue giornate a letto, accudita amorevolmente. "Guarda ogni giorno la tv russa e ha pure seguito online un corso per imparare l’Italiano". Malgrado tutto, è una fan di Putin, nè la guerra nè il trattamento agli oppositori politici la convince del contrario. Motivo? "Ricorda sempre che ha saputo ridare dignità alla Russia".