munacs
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Arezzo, 27 settembre 2017 - Dopo due anni di attività, i Collezionisti Storici Aretini annunciano l'interruzione della propria attività espositiva presso i locali di San Sebastiano in Via Ricasoli ad Arezzo. Pur di fronte ad un ottimo risultato in termini di visitatori, la mancanza di sostegno economico da parte delle Amministrazioni cittadine così come gli ingenti costi d'esercizio che il Munacs (aperto cinque giorni alla settimana) doveva sostenere a partire dall'affitto dei locali, hanno reso insostenibile il sogno di mantenere in vita il primo ed unico museo italiano dedicato al collezionismo storico.

Contemporaneamente, l'interesse suscitato dal progetto Munacs presso altre comunità della provincia, ha consigliato l'assemblea dei Collezionisti Storici Aretini, di procedere alla delocalizzazione delle singole collezioni presso strutture adeguate in grado di valorizzarle al meglio. La prima di queste delocalizzazioni, coinvolge la collezione napoleonica che verrà ospitata, a partire dalla prossima primavera presso il Sistema Museale di Castiglion Fiorentino dove verrà allestito il "Medagliere dell'Europa Napoleonica", ovvero il primo museo al mondo dedicato alla medaglistica commemorativa coniata nel quarto di secolo che va dalla Rivoluzione francese alla Restaurazione. Il progetto, fortemente voluto dall'amministrazione guidata dal Sindaco Mario Agnelli e dagli Assessori Lachi e Milighetti, vede il sostegno di istituzioni internazionali quali l'International Napoleonic Society, le Souvenir Napoléonien e la Fondation Napoléon.

Progetti analoghi, coinvolgeranno nei prossimi mesi, altre importanti collezioni fino ad adesso esposte solo parzialmente nei locali del Munacs.

Negli intenti dei Collezionisti Storici, il Munacs non morirà affatto ma diventerà un museo virtuale, attraverso il proprio sito internet, sempre aperto ed accessibile in tempo reale da qualunque parte del mondo.

Verrà poi rafforzata l'attività di volontariato culturale svolta dai Collezionisti Storici i quali si offriranno per organizzare incontri, piccole lezioni e semplici chiacchierate dedicate alla Storia Viva (mondiale e locale) così come viene testimoniata dagli oggetti del passato. Al fine di diffondere più possibile questi temi, il progetto prevede di svolgere questa attività in strutture quali centri di aggregazione sociale, parrocchie e luoghi di incontro in cui normalmente temi analoghi non sono mai stati trattati.

I progetti non finiscono qui ma prevedono anche la pubblicazione di una rivista periodica e l'organizzazione di mostre tematiche in locali che di volta in volta verranno individuati.

Si chiude quindi una fase e se ne apre un'altra ancora più ambiziosa e ricca di stimoli.