fabio lombardo

Arezzo, 14 giugno 2018 - «Ora vi amamzzo». Non ha cercato soltanto di falciare un gruppetto di ragazzi appena usciti da scuola, ma ha calato il carico da undici e lanciato minacce di morte sentite distintamente dagli agenti del Commissariato accorsi per arrestarlo. Il Gip del Tribunale di Arezzo Fabio Lombardo ha di conseguenza accolto la richiesta di custodia cautelare in carcere presentata martedì dal Pm Julia Maggiore, mentre ieri è stata depositata l’ordinanza.

Resterà dietro le sbarre di San Benedetto con l’accusa di tentato omicidio, dunque, l’uomo che sabato ha seminato il panico a Montevarchi, nel quartiere Peep, rione Sant’Andrea, dove si trova la sede dell’Isis «Benedetto Varchi». E’ la vicenda surreale che tiene banco da giorni in Valdarno, figlia forse dell’insofferenza di un trentaduenne verso chi frequenta il polo scolastico, a suo giudizio studenti poco rispettosi delle buone regole del vivere civile e soprattutto del codice stradale. E tanto è bastato per far scattare la scintilla che avrebbe potuto trasformare in tragedia l’ultimo giorno di lezioni.

Emergono nuovi particolari sulla sequenza degli eventi che hanno destato profondo sconcerto in città. Alle 13.30 il montevarchino, al volante della sua auto, ha affiancato appena fuori del piazzale dell’istituto superiore in viale Matteotti l’utilitaria su cui viaggiavano quattro studentesse. Ha iniziato a insultarle e le vittime, impaurite, hanno provato ad allontanarsi in tutta fretta per sottrarsi al molestatore che, non contento le ha inseguite fino a via Calamandrei ed è riuscito a bloccarle mettendosi di traverso con la macchina.

Dietr le ragazze, però, ecco un’altra vettura con quattro amici, subito intervenuti per prestare aiuto. In tre sono scesi di corsa per fermare l’energumeno. Ne è nata una discussione accesa che ha consentito alle liceali di forzare il blocco e di fuggire imboccando una traversa laterale. A quel punto, accecato dall’ira, il valdarnese ha ingranato la retromarcia, ha dato gas e cercato di investire il gruppo che lo aveva contraddetto speronando il mezzo.

Solo per un puro caso il raptus non ha provocato feriti, anche se una giovane è dovuta ricorrere al pronto soccorso per accertamenti. Il resto è storia nota, alla bagarre ha assistito un poliziotto fuori servizio che ha bloccato l’aggressore, chiamando i colleghi di rinforzo. Per nulla pentito del gesto di ordinaria follia, all’arrivo sul posto degli uomini di Ps, il montevarchino ha continuato a inveire con tanto di minacce di morte.