Marco Feri (Usl)
Marco Feri (Usl)

Arezzo, 27 dicembre 2016 - Da sempre lo diceva, «quando morirò voglio che i miei organi vengano donati per salvare altre vite». Purtroppo per lei quel momento è arrivato: la signora aretina, 58 anni, è morta nella notte di Natale a causa un malore cerebrale. E adempiendo al suo desiderio il marito ha autorizzato il multiespianto, operazione che ha salvato sette vite. I trapianti sono già stati effettuati proprio il giorno di Natale e tutti pazienti hanno reagito ottimamente.

Quelle parole sono tornate a galla al marito dopo la tragedia: e con coraggio e straordinaria generosità è andato fino in fondo anche nel momento più difficile. Quando la moglie è arrivata in ospedale con una gravissima lesione endocranica.

In sette vivranno grazie alla donazione di organi cui ha acconsentito il marito di una signora aretina di 58 anni, stroncata da un malore cerebrale, che ha acconsentito alla donazione degli organi.

Dopo il sì del marito, fra la tarda serata del 24 e la notte del 25 è cominciato uno dei più grandi interventi di multiespianto che siano mai avvenuti al San Donato. Sono stati prelevati il cuore, i polmoni, i reni, il fegato, le cornee e la cute che poi sono volati in tutta Italia per le operazioni di trapianto che si sono svolte proprio il giorno di Natale.

Cuore e polmoni sono andati al nord, un rene e il fegato a Pisa, l'altro rene nel centro Italia. Il dottor Marco Feri, primario di anestesia e rianimazione sottolinea lal volontà del marito che, pure in un momento così tragico, non ha fatto mancare il suo consenso e il lavoro svolto dal personale della sala operatoria in cui si è svolto il complesso intervento.

E' in qualche modo una storia emblematica di Natale, ovviamente un Natale diverso dalla follia consumistica della corsa ai regali ma fatto di valori autentici che ridanno la gioia di vivere ai trapiantati e nello stesso tempo danno alla famiglia colpita da un lutto la consapevolezza che qualcosa della persona cara che non c'è più continua a vivere.