Fiera del Mestolo
Fiera del Mestolo

Arezzo, 10 settembre 2018 - PEGGIO CHE il Corso all’ora di punta della vigilia di Natale. Parte subito a razzo la Fiera del Mestolo, con un pienone di dimensioni inusitate persino per una manifestazione grandi numeri come è questa. Alle sei del pomeriggio, il momento del passeggio e degli acquisti in una domenica così calda che sarebbe ancora da spiaggia, non si passa lungo l’asse via Spinello-via Niccolò Aretino, che è il principale accesso ai banchi, e non si passa neppure nei pertugi liberi dai banchi dentro il parcheggio dell’Eden, trasformato per tre giorni in un gigantesco mercato. In via Margaritone il muro di folla è tale che i più rinunciano a proseguire fino a piazza Sant’Agostino, un altro dei tradizionali poli di attrazione della Fiera più popolare dell’anno.

Si rifanno gli occhi anche quelli dell’indotto, cioè bar e negozi che lungo il percorso e nei dintorni sono rimasti aperti proprio per sfruttare l’onda. Più di un barista ammette che di incassi così nel corso della stagione non se ne vedono tanti, specie lungo l’asse basso da via Spinello all’Eden che non è esattamente il tragitto più frequentato dagli aretini. Tutto esaurito inevitabilmente anche nei parcheggi. La Cadorna registra il primo pienone del dopo-ferie: completo, sta scritto per tutta la sera sul cartellone elettronico dell’ingresso in via Porta Buia. Bisogna mettersi in fila e avere la pazienza che piano piano la sbarra si alzi ogni volta che si libera un posto. Di parcheggiare lungo la strada, specie in zona Poggio del Sole, non se ne parla neppure.

NON RESTA che fare i conti. Quanti saranno stati gli aretini (il Mestolo non è evento da turisti) che in questa domenica si sono pigiati tra i banchi? Almeno 50 mila, ma forse si è arrivati anche ai 60-70mila. L’avvio in un giorno festivo vuol dire probabilmente che il picco di presenze è stato registrato proprio ieri. Da oggi si va in discesa, anche se le cifre resteranno ai massimi della capacità di assorbimento della città. Diciamo che si possono stimare fra le 30 e le 40 mila persone al giorno, più domani, giorno di chiusura in cui tutti si affretteranno per non perdere l’ultima occasione che non oggi, il classico lunedì di passaggio.

E il giro d’affari? Anche in questo caso siamo alle stime piùo meno impressionistiche. Di solito si calcola che un Mestolo non disturbato dal maltempo porti nelle casse degli ambulanti e in quelle dell’indotto dei negozi intorno al milione di euro, per una media di 3 mila euro a banco. Vorrebbe dire che solo ieri la folla ha lasciato in Fiera intorno ai 300-400 mila euro. La fetta più grossa, sempre stando alle stime, la portano a casa gli ambulanti del cibo di strada, primi fra tutti quelli che vendono la porchetta, autentica regina della manifestazione. Sono una sessantina di postazioni su circa 250 che, se le proporzioni vengono rispettate, hanno registrato una domenica da 100 mila euro.

DIRE CHE la giornata era partita in sordina, con una mattinata in cui la folla era assai più rarefatta del picco pomeridiano. Normale per una domenica, quando la gente si alza più tardi e magari consuma a casa il pranzo festivo, anche se in Fiera non mancano gli aficionados che si siedono alle tavolate allestite accanto ai banchi di gastronomia: porchetta, polli e anatre (anzi nane) arrosto, formaggio e salumi a volontà, ma senza il pienone dei giorni feriali. Quello forse verrà oggi e domani quando chi non rientra a casa dall’ufficio per la pausa pranzo si metterà in fila davanti ai porchettai al posto del solito bar o del solito fast food. E’ la «Streetfood de noantri», ma una rimpatriata nei sapori della nonna non fa mai male.