Arezzo, 16 aprile 2018 - L'asta per rilevare l'Arezzo come si prevedeva è andata deserta. Ma l'imprenditore perugino di origine romana La Cava e l'imprenditore aretino Anselmi hanno depositato una lettera d'intenti e un assegno circolare da 62 mila euro con impegno per altri 200 mila euro (detto da La Cava) il 4 maggio e assumersi tutti i debiti entro il 30 giugno, una volta entrati pienamente nel controllo della società.

Anzi per l'esattezza gli assegni esibiti sono stati tre, anche se non cambia l'importo totale, quello dei 62mila euro.  La lettera stabilirebbe anche le quote sociali del futuro assetto definitivo della proprietà: il 79%, e quindi una maggioranz piena, andrebbe a Giorgio La Cava, il 20% a Massimo Anselmi (un imprenditore aretino) e il classico 1% ad Orgoglio Amaranto. 

Il giudice Antonio Picardi si è riservato di decidere ma l'impressione è che si vada verso un prolungamento dell'esercizio provvisorio. In ogni caso restano l'ansia e l'attesa per conoscere le decisioni. Una partita ancora più decisiva di quelle che l'Arezzo sta vincendo sul campo. Nel pomeriggio conferenza stampa dei curatori Francario e Loffredi: "Abbiamo accelerato i tempi dell'asta perché siamo veloci come la squadra, non siamo stati ragionieri di un'azienda morta, abbiamo seguito l'Arezzo senza interferire nelle scelte dell'allenatore. E' stata presentata una lettera con offerta di acquisto, vedremo gli sviluppi".

I curatori fallimentari: "Dopo che l'asta è andata deserta c'è stata una proposta che abbiamo apprezzato anche se ci attendevamo un pò più alta. In ogni ci sono tre punti da sistemare e abbiamo anche indicato come fare. Entre domani attendiamo una risposta, poi faremo le verifiche e in ogni caso sarà il tribunale a dare il giudizio definitivo. Intanto possiamo dire che in un mese la situazione debitoria è stata abbattuta di 421 mila  euro. E complimenti a squadra e tecnico che stanno facendo un grande lavoro".  

Intanto domani c'è un altro recupero, stavolta col Monza, L'ennesimo match importantissimo.