La copertina
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Arezzo, 16 maggio 2018 – Una commemorazione per Aldo Moro e la sua scorta a quarant’anni dalla scomparsa. In occasione dell’importante anniversario, le Acli provinciali di Arezzo hanno organizzato la presentazione del libro “Gli eroi di via Fani” che alle 18.00 di giovedì 17 maggio, nella Sala dei Grandi della Provincia di Arezzo, permetterà di ricordare la figura del celebre statista e di conoscere i cinque agenti della sua scorta uccisi al momento del rapimento il 16 marzo 1978. L’incontro, patrocinato dalla Provincia di Arezzo, vedrà come protagonista lo stesso autore dell’opera, lo scrittore e vicesindaco di Cavriglia Filippo Boni, che nei giorni scorsi ha ricevuto dalla Regione Toscana il premio “Pegaso” proprio per il suo impegno nel portare alla luce aspetti mai realmente approfonditi di quella strage, focalizzandosi sulla memoria di persone sacrificate e dimenticate.

Per decenni, infatti, le attenzioni si sono concentrate esclusivamente su Moro e sui brigatisti rossi, mentre l’uccisione di due carabinieri e tre poliziotti è stata trascurata: questa lacuna è colmata in “Gli eroi di via Fani”, dove l’autore ha portato a galla anche l’aspetto umano della vicenda attraverso la ricostruzione delle vite dei cinque servitori dello stato scaturita dalla visita dei luoghi dove vivevano e dal dialogo con le persone che li avevano amati e conosciuti. L’iniziativa sarà arricchita dal contributo di Pier Luigi Castagnetti, esponente della Dc e ultimo segretario del Partito Popolare Italiano che amplierà la riflessione di Boni raccontando l’operato e l’eredità di Moro nella storia italiana.

Gli interventi saranno moderati da Andrea Gallorini, mentre ad aprire la presentazione saranno i saluti del presidente della Provincia di Arezzo Roberto Vasai, del presidente provinciale delle Acli Stefano Mannelli e del responsabile nazionale del Servizio Civile delle Acli Matteo Bracciali. «Con questa commemorazione - spiega Mannelli, - vogliamo ricordare il sacrificio di Moro e degli inseparabili uomini della sua scorta, umili servitori dello stato che hanno trovato la morte per la ferocia brigatista. L’iniziativa è aperta all’intera cittadinanza che, attraverso la presenza di Boni e di Castagnetti, potrà riflettere e far luce su una stagione che ha segnato uno spartiacque della storia politica italiana, dal momento che da quell’anno è iniziato il declino sia della componente armata delle Brigate Rosse che della componente tradizionale dei partiti che avevano segnato il secondo dopoguerra».