Grosseto, 17 settembre 2016 - «Rivoluzione». È la parola d’ordine dell’assessore alla sicurezza del Comune di Grosseto, Fausto Turbanti. Che specifica subito: «Rivoluzione anzitutto culturale, di filosofia e di approccio, non certo una rivoluzione cruenta». L’assessore si riferisce alle nuove politiche sulla sicurezza cittadina di cui, secondo alcuni (più sotto diamo conto anche del parere di chi opera nella zona 12 ore al giorno, ndr), nel piazzale antistante la stazione ferroviaria si sarebbero già visti i primi segnali. Turbanti ieri era a Riccione in una sorta di simposio nazionale sulla sicurezza urbana per prendere contatti con aziende produttrici di software e materiali. Con lui anche alcuni rappresentanti della polizia municipale, tranne il comandante Carullo rimasto in città per gestire eventuali emergenze connesse al maltempo.

L'assessore conferma che da qualche giorno il piazzale della stazione è «osservato speciale» nell’ambito delle attività del nuovo nucleo per la sicurezza urbana e antidegrado. Ma aggiunge che si tratta soltanto dell’inizio di un percorso che si completerà a breve. Dalla metà di luglio a oggi, proprio alla stazione i vigili urbani hanno compiuto 11 sgomberi. Ma è l’attività programmata da qui alla fine dell’anno che Turbanti chiama «rivoluzione». Ovvero: trenta servizi di presidio all’ospedale Misericordia, per un totale di 480 ore con quattro persone per turno; tra via Don Minzoni e via Roma 360 ore di pattugliamento per complessivi 30 servizi da realizzare con tre persone per ciascun turno; 240 ore per 30 servizi all’interno della Ztl con 2 persone per ciascun turno; 360 ore di pattugliamento alla stazione ferroviaria per 30 servizi complessivi ai quali saranno destinate tre persone per ciascun turno.

Ma la vera rivoluzione dell’assessorato alla sicurezza sarà quella tecnologica. Sono in programma nuovi equipaggiamenti e nuove tecnologie per consentire la condivisione di informazioni in tempo reale. Il personale che sarà destinato ai diversi servizi di presidio potrebbe essere dotato di tablet e/o smartphone con software particolari in grado di leggere le targhe delle macchine, accedere a banche dati e scambiarsi informazioni anche con le piattaforme di altre forze dell’ordine. «Avevamo ben chiaro ciò che dovevamo fare già prima delle elezioni – dice Turbanti – Ora lo stiamo facendo. Purtroppo la bacchetta magica non ce l’ha nessuno, occorre un po’ di tempo. Ma stiamo facendo tutto il possibile senza spendere null’altro che non sia la volontà. Volevamo prima e vogliamo oggi affrontare il problema sicurezza e degrado e così lavoriamo alle soluzioni». Come dire: volere è potere.