Isola del Giglio(Grosseto), 5 feffraio 2018 - Potrebbe diventare uno dei tanti misteri del naufragio Concordia. Meno grave di altri, ma comunque strano. E incomprensibile pure. Oggetto così segreto è l’importo che Costa Crociere sborserà al Comune dell’Isola del Giglio, e quindi ai gigliesi tutti, per liberarsi dal vincolo con l’amministrazione comunale che aveva intentato causa per chiedere ristoro dei danni subiti dal naufragio della Concordia, il 13 gennaio 2012. Richiesta presentata durante il processo al principale imputato, Francesco Schettino, e alla compagnia di navigazione che è stata riconosciuta responsabile in solido per gli aspetti risarcitori. Si parla di tre milioni di euro, o giù di lì, che dovrebbero entrare nelle casse del Comune. Ma il sindaco Sergio Ortelli costretto al silenzio da Costa Crociere non conferma e non smentisce. La compagnia di navigazione come sempre tace. E ha preteso il silenzio dall’amministrazione, pena il fallimento dell’accordo.

«Ma questo accordo è un patto scellerato – tuona il comandante Gregorio De Falco, ora candidato M5S al collegio uninominale della Toscana del sud che include il Giglio – contrario ad ogni principio di trasparenza e con profili di legalità da verificare: butta fango su una comunità che con la propria, disinteressata e spontanea umanità, si è merita l’ammirazione unanime».

Il sindaco Sergio Ortelli non ci sta e ribatte immediatamente: «La ragione dell’accordo con gli assicuratori arriva dopo sei lunghi anni e alberga nel desiderio di non esporre i cittadini del Giglio alle angosce di una lunga vertenza, i cui esiti non sarebbero stati certi. E poi è stato votato all’unanimità da tutto il consiglio». L’accordo è stato vergato in una scrittura tra le parti, che è allegata alla delibera di consiglio comunale numero 3 del 2018, pubblicata di recente all’albo pretorio.

Una bozza di scrittura dove manca la cifra, cioè l’elemento essenziale. Dove Costa Crociere inoltre chiede al Comune di dichiararsi pure «grato» di quanto la compagnia di navigazione ha fatto dal giorno del naufragio a oggi e che continua a fare con la pulizia dei fondali. Insomma un accordo quale «quietanza omnicomprensiva». E misteriosa. Un segreto preteso dalla stessa Costa. «I contenuti di cui all’allegato B – si legge a pagina 3 della deliberazione – al presente atto sono riservati non divulgativi, posto che Costa Crociere ne ha richiesto la riservatezza e la non divulgabilità ai fini di evitare la decadenza degli accordi». Ecco i motivi del silenzio su un atto che comunque resta pubblico, non essendo in presenza di accordi tra privati, ma tra un privato e un ente pubblico. Per mantenere questo segreto, peraltro, tra gli atti pubblicati all’albo pretorio del Comune dell’Isola del Giglio, manca proprio l’allegato B. Un accordo fatto «nell’interesse di entrambi, un accordo che garantisca al Comune adeguata soddisfazione rispetto alle questioni successive al naufragio e al tempo stesso confermi a Costa il sostegno e la collaborazione da parte del Comune». In sostanza in cambio della cifra «tot» (tre milioni di euro?) l’amministrazione del Giglio si dichiara completamente soddisfatta e di non avere alcun rilievo da muovere rispetto all’impegno profuso da Costa Crociere.