Capalbio (Grosseto), 19 novembre 2017 - Tutti uniti contro l’autostrada spezzatino che si ferma a Capalbio e fermamente convinti della possibilità di combattere quello che qualcuno ha definito un vero e proprio "Festival dell’ipocrisia".

C’erano proprio tutti coloro che per trenta anni hanno osteggiato il progetto dell’autostrada Tirrenica, ieri mattina a Borgo Carige, dove insieme al sindaco di Capalbio, Luigi Bellumori, si sono presentati Angelo Gentili di Legambiente, Nicola Caracciolo di Italia Nostra, Vincenzo Petrone del comitato Maremma Viva, Antonio Canu del Wwf ed altri attivisti che hanno dato i loro contributi contro l’ennesimo assalto all’ambiente maremmano, quello che prevede che la autostrada si fermi ad Ansedonia, incamerando il lotto 5a capalbiese e quello 6b fino a Montalto di Castro, lasciando invece i restanti a nord al di fuori per un adeguamento della statale Aurelia che tutti insieme avevano richiesto pochi mesi fa.

Una decisione che, secondo il ministero dei trasporti, sarebbe dovuta al fatto che quei lotti hanno già ottenuto in passato l’approvazione di Via ma che appare realmente incongrua rispetto alla messa in sicurezza prevista per gli altri territori attraversati dall’Aurelia. La posizione degli ambientalisti è stata riassunta in apertura da Anna Donati che ha stigmatizzato le tre richieste fondamentali: la prima, basilare, quella di prevedere un adeguamento dell’Aurelia da Livorno a Montalto di Castro, inserendo dunque nella nuova iniziativa anche il territorio capalbiese che da sempre ha lottato contro l’infrastruttura autostradale.

Questo per due motivi: il primo di evitare lo scempio della Tirrenica ed il secondo quello di evitare che, qualora la Sat non riesca nella nuova impresa, il tratto attuale dell’Aurelia capalbiese rimanga intatto con i suoi pericoli per gli anni a venire. La seconda sarebbe la richiesta di revoca della concessione alla Sat e contestuale affidamento ad Anas del nuovo compito in modo da legittimarla ad intervenire nell’adeguamento della statale. Terza la preghiera di destinare le risorse ai tratti maggiormente pericolosi come quello capalbiese riguardo al quale sarebbero pronte proposte e suggerimenti di intervento nei punti più critici.