Firenze, 15 marzo 2017 - Per combattere la sempre crescente invasione della plastica sulle spiagge italiane (e non solo), Legambiente chiede ai cittadini di fare un'operazione di monitoraggio delle varie situazioni. “Evidenziamo con decisione che non si tratta di un problema solo toscano, né tanto meno solo italiano; - dichiarano Giorgio Zampetti e Fausto Ferruzza, rispettivamente responsabile scientifico e presidente regionale di Legambiente – la nostra associazione, con altre, fa parte di un’ampia coalizione, a livello europeo, che sta conducendo diversi monitoraggi (vedi i primi risultati: http://www.nurdlehunt.org.uk/take-part/nurdle-map.html - e i dati italiani: http://www.nurdlehunt.org.uk/european-nurdle-hot-spots/italy-nurdle-hot-spots.html) e sta cercando di portare la problematica, ancora poco affrontata a livello legislativo, in Commissione Europea”.

“Per questo chiediamo l'aiuto di tutti i cittadini per estendere quanto più possibile il monitoraggio, seguendo la semplice guida a questo link (http://international.legambiente.it/wp-content/uploads/2016/05/Nurdles.pdf) – propongono i due dirigenti di Legambiente.

Sino dal 2014 Legambiente denuncia: “Sulle nostre spiagge regna sovrana la plastica”. Di tutti i rifiuti trovati, quelli plastici rappresentano una quota compresa tra l'80 e il 90%. I plastic pellets fanno parte delle cosiddette microplastiche (particelle di dimensioni minori ai 5 mm) e gli studi sulla loro presenza nelle spiagge sono ancora ai primi passi. Ma quella che si evidenzia in questo frangente non è una sorpresa, i tecnici di Goletta Verde avevano rilevato la presenza di pellet plastico alle Spiagge Bianche di Rosignano (certo, in minore abbondanza) già durante un sopralluogo nell'estate del 2015.