Arezzo, 21 dicembre 2017 - Non è la fine della crisi, per quello ormai abbiamo capito che bisognerà aspettare ancora un po’, ma quello che emerge dai dati dell’export relativi al terzo trimestre del 2017 induce a un cauto ottimismo. In particolar modo, per il settore della gioielleria che fa registrare un aumento dell’11% appunto nei mesi da giugno a settembre.

Complessivamente nel corso dell’anno le esportazioni sono cresciute del 7%. Continua a diminuire, invece, l’export di metalli preziosi, che nel terzo trimestre scende del 17,8%, comunque in misura meno marcata rispetto ai due trimestri precedenti.

Nel complesso i flussi verso l’estero sono cresciuti dell’8%, riequilibrando il risultato complessivo del 2017 che così presenta un saldo negativo ma solo dell’ 1,9%. Per quanto riguarda i mercati di riferimento, Dubai scende ancora, - 1,8%, ma la caduta è meno marcata rispetto ai periodi precedenti e probabilmente il periodo peggiore è alle spalle. In decisa ripresa, invece, Hong Kong che fa segnare un +26,4%, e Turchia (+28,7%), mentre si cresce piano verso gli Stati Uniti, +2,5%.

Buone notizie anche dall’altro settore trainante dell’economia aretina, la moda, che torna a risultati nettamente positivi dopo un difficile 2016: nei primi nove mesi, infatti le esportazioni sono cresciute del 31,5%, attestandosi a più di 720 milioni di euro. Tutte le specializzazioni presentano un aumento dei flussi verso l’estero, ma sono la pelletteria e le calzature quelle che presentano i risultati migliori: 38,2% in più la prima e 48,9% le seconde. L’abbigliamento ha un passo un po’ più moderato, ma cresce comunque del 22,8%.

Infine i prodotti tessili crescono del 5,5% sul corrispondente periodo del 2016. Esaminando il dettaglio dei principali mercati di sbocco, si può notare che l’abbigliamento cresce in quasi tutte le principali destinazioni, con Hong Kong, Regno Unito e Giappone sugli scudi, con la sola eccezione degli Stati Uniti, dove c’è invece una flessione del 6%. Anche per quanto riguarda la pelletteria, altro fiore all’occhiello del territorio, il segno positivo è ampiamente diffuso, con risultati particolarmente brillanti ad Hong Kong, addirittura+204,7% e in Francia 83,3%.

Infine tutti i principali mercati di sbocco delle calzature sono in crescita, primi fra tutti il mercato britannico, crescita del 875,8%, e quello tedesco, +581,3%. Anche in questo caso gli Stati Uniti fanno eccezione, qui si perde il 3% ma qui, si sa, pesano i dazi che rendono i prodotti italiani particolarmente cari. Ci sono anche altri settori in crescita, come quello dei prodotti chimici, che aumentao di oltre il 7,3%, elettronica ed elettromedicale che vanno in doppia cifra, 11,4%, macchinari, 16,9%, mobili, prodotti in metallo e autoveicoli e altri mezzi di trasporto.

Continua a crescere l’export di bevande, in particolar modo di vino, che si sta rivelando un settore di sicuro interesse. Tra le note dolenti, sono in discesa le apparecchiature elettriche, -10,8%, i prodotti alimentari , illegno e prodotti in legno e i prodotti dell’agricoltura.