Orgogliosamente, il Cgc Viareggio – in un anno difficile per tutto il mondo – ha spento la candelina numero 73. Un gesto semplice, accompagnato dalla speranza, confermata nell’annuncio di ieri, che la creatura prediletta dalla società (il torneo giovanile Viareggio Cup-Coppa Carnevale) possa indossare i panni ‘doppi’ del figliol prodigo nel prossimo anno: tornare in campo dopo lo stop del marzo scorso e se possibile nel campo di casa, lo stadio dei Pini-Bresciani. ‘Avanti Centro non ti voltare’ ha sottolineato, con uno slogan...

Orgogliosamente, il Cgc Viareggio – in un anno difficile per tutto il mondo – ha spento la candelina numero 73. Un gesto semplice, accompagnato dalla speranza, confermata nell’annuncio di ieri, che la creatura prediletta dalla società (il torneo giovanile Viareggio Cup-Coppa Carnevale) possa indossare i panni ‘doppi’ del figliol prodigo nel prossimo anno: tornare in campo dopo lo stop del marzo scorso e se possibile nel campo di casa, lo stadio dei Pini-Bresciani. ‘Avanti Centro non ti voltare’ ha sottolineato, con uno slogan sempreverde-multiuso, il presidente Alessandro Palagi, da venti anni nella sala dei bottoni della società bianconera.

Settantatre anni alle spalle. Una vita. La vita non solo sportiva della città. Perché il Centro con la Coppa Carnevale prima e la Viareggio Cup dopo (la stessa filosofia, se non è zuppa è pan bagnato) ha dimostrato quanto valga il comparto del ‘turismo sportivo’ nell’economia cittadina, in un periodo di bassa stagione. Anche 25mila presenze sono state garantite anni fa nel mese di febbraio grazie alla Coppa Carnevale. Altri tempi. Poi è nato un ‘nuovo’ calcio ma anche la città ci ha messo del suo incartandosi prima e poi incuneandosi in un vicolo cielo che l’ha portata verso quel dissesto che si è rivelato la Caporetto dell’impiantistica sportiva. Ma da questo disastro cittadino, il Cgc ha imboccato la strada del coraggio e della ‘sana incoscienza’ (stando alla definizione di uno storico dirigente) acquistando il PalaBarsacchi. Insomma ha compiuto un’operazione per patrimonializzare la propria dote conservando un impianto nella mani di una società sportiva.

In settantatre anni di vita, ci sono tante pagini indimenticabili nella storia del Cgc Viareggio che ha avuto annate in cui poteva disporre di due squadre in serie A, con l’hockey su pista (l’indimenticabile ‘febbre del sabato sera’ dei primi anni ’70, altro che Jonh Travolta e i Bee Gees) e la pallavolo femminile con il Cgc Volvo Penta, senza dimenticare lo sterminato archivio della Coppa Carnevale-Viareggio Cup e della sezione atletica leggera, che non solo ha avuto un ruolo fondamentale (con Torquato Bresciani capofila) nell’organizzazione del meeting internazionale di atletica leggera ‘Riviera della Versilia’, ma anche avviato alla maglia azzurra decine e decine di ragazzi, fra i quali anche un futura medaglia olimpica… in un altro sport, il velocista Stefano Ticci nel bob a due.

UN POZZO senza fine di storia. E tutto per un incontro di diciassette appassionati di sport ma soprattutto amanti di Viareggio che la sera del 20 novembre 1947 si ritrovarono in una sala del Gran Caffè Margherita per studiare qualcosa per rilanciare lo sport a Viareggio dopo gli anni bui e luttuosi della Seconda guerra mondiale….