"Dimissioni irrevocabili". Il commissario della Lega lascia l’incarico nel partito

Dura presa di posizione: "Strategie politiche dettate e imposte"

"Dimissioni irrevocabili". Il commissario della Lega lascia l’incarico nel partito

"Dimissioni irrevocabili". Il commissario della Lega lascia l’incarico nel partito

Volano gli stracci in casa Lega. Il segretario cittadino, Marcello Lazzeri, ha infatti rassegnato le proprie "irrevocabili dimissioni" con una lettera indirizza al commissario provinciale del partito, Elena Meini, e al segretario regionale del Carroccio, Luca Baroncini. La decisione di Lazzeri, tuttavia, non è un fulmine a ciel sereno e da tempo il segretario leghista aveva manifestato i suoi malumori nei confronti dei vertici del partito. La Lega, partito del sindaco Michele Conti, vive da tempo tensioni interne fortissime, esplose ben prima del voto delle amministrative e culminate con il recente quasi azzeramento del gruppo consiliare eletto con le dimissioni del deputato (e capogruppo) Edoardo Ziello e dell’ex presidente del consiglio comunale, Alessandro Gennai. Lazzeri, nel mezzo della tempesta, ha provato a tenere ferma la barra del timone e, dicono i bene informati, chiedendo ripetutamente un confronto interno con i vertici del Carroccio e perfino con il leader Matteo Salvini.

Confronto che però non ci sarebbe mai stato e così, è il ragionamento dei fedelissimi del segretario, a Lazzeri non è rimasto che prendere atto che le scelte politiche e strategiche del partito venissero fatte fuori dagli organismi interne. Del resto lo stesso Lazzeri lo ha messo per scritto nella lettera con la quale ha motivato il suo passo indietro: "E’ un fatto - scrive a Meini e Baroncini - che nelle amministrative del 2023 la Lega a Pisa ha raggiunto una significativa percentuale elettorale, anche superiore al dato nazionale, risultando forza determinante per la conferma del sindaco Conti e tutto questo malgrado alcune scelte, decise e maturate al di fuori del partito e prima dell’insediamento del sottoscritto e del consiglio direttivo, che non solo non hanno giovato al partito, ma anzi lo hanno fortemente penalizzato".

Chi sta accanto a Lazzeri assicura che il segretario da tempo non condivide i metodi di Ziello, ma avrebbe auspicato anche una maggiore attenzione alle dinamiche interne pisane da parte di Susanna Ceccardi e dai vertici nazionali del Carroccio. Da qui la conclusione amara del segretario: "Una vittoria parziale (riferendosi anche al dato europeo che ha contribuito a confermare il seggio di Ceccardi, ndr) non mi basta, soprattutto se il mancato raggiungimento del risultato pieno dipende non dall’aver voluto o dal non aver saputo fare, in quanto tante strategie politiche sono state dettate e imposte al di fuori di un consiglio direttivo democraticamente eletto".

Gab. Mas.