
Negativi a ogni stupefacente Caffaz, Tosi, Mirabella, Manuel e Bernardi. La proposta finita in votazione era stata bocciata dalla maggioranza. "Non è una proposta strumentale: noi rispettiamo i cittadini".
di Daniele Rosi
Un test antidroga in nome della trasparenza, per veicolare il messaggio di una politica pulita. Lo avevano annunciato e alla fine l’hanno svolto, a loro spese, i consiglieri d’opposizione Simone Caffaz, Massimiliano Manuel, Andrea Tosi, Massimiliano Bernardi e Filippo Mirabella. I cinque consiglieri si sono recati giovedì al laboratorio Bruno di Avenza per sottoporsi al test antidroga, basato sull’analisi delle urine e telecamere di controllo per la corretta procedura. Un test da 40 euro a persona che richiede poche ore per il riscontro finale. Riscontro che per i cinque consiglieri d’opposizione è stato negativo su varie sostanze stupefacenti: cocaina, cannabinoidi, oppiacei, metanfetamine, ecstasy e metadone. Il tema era stato portato in consiglio comunale la scorsa settimana con una mozione del consigliere Filippo Mirabella, specificando come si trattasse di un test su base volontaria.
La mozione, a cui poi si era aggiunta la proposta di emendamento di Massimiliano Bernardi per allargare il test anche ai ragazzi della consulta giovani, non aveva passato la ghigliottina del voto in consiglio. "Ci ha stupito la reazione della maggioranza – ha precisato Mirabella – perché non obbligavamo nessuno a sottoporsi al test. Si trattava di una verifica su base volontaria in nome della trasparenza che ogni politico dovrebbe avere". Il consigliere ha fatto riferimento alla normativa 81 del 2015 in cui, per la sicurezza sui luoghi di lavoro, i dipendenti comunali devono essere controllati con test antidroga campione, sottolineando come il test si possa eventualmente allargare ai politici del Comune. Durante la discussione della scorsa settimana la maggioranza non aveva dato parere favorevole spiegando che, essendo una proposta su base volontaria, inserirlo in una mozione avrebbe rappresentato una forzatura.
Sul no della maggioranza era poi anche intervenuto il consigliere Guido Bianchini, medico, spiegando che alcuni farmaci, assunti per scopi terapeutici o di prevenzione, possano restituire a quel tipo di test un dato positivo. L’opposizione ha voluto comunque andare avanti per la sua strada, in nome della trasparenza, seguendo l’esempio di altri consigli comunali, come a Massa, in cui la proposta è passata all’unanimità. "Ci è stato detto che era una proposta strumentale – ha spiegato Andrea Tosi – ma per noi è una questione di rispetto verso il cittadino, al punto che probabilmente replicheremo il test anche l’anno prossimo". "Non dovrebbero esserci problemi a dimostrare ai cittadini che non si fa uso di stupefacenti – hanno aggiunto Bernardi e Manuel – visto che in altre città è già stato fatto normalmente".