Firenze, 16 maggio 2018 - Il suo primo campionato sulla panchina della Fiorentina sta per finire (l'epilogo domenica 20 maggio a San Siro, con possibilità quasi nulle di cogliere la qualificazione in Europa League) e Stefano Pioli guarda avanti, con il desiderio di aprire un lungo ciclo a Firenze: «Io come Ferguson e Wenger? Mi piacerebbe restare qui a lungo perché ci sono le possibilità di fare un ottimo lavoro e lo abbiamo dimostrato anche quest'anno - ha detto il tecnico viola a Premium Sport - Al di là di quanto ci è successo è stata una stagione in cui abbiamo centrato l'obiettivo fissato in estate: gettare le basi per allestire una squadra sempre più forte».

Di qui l'auspicio di Pioli perché restino i vari Chiesa e Badelj: «Federico è cresciuto tanto ma può far di più in fase realizzativa. Se mi auguro di allenarlo almeno un altro paio di anni? Sì e credo anche a lui farebbe bene restare con noi qualche altra stagione. Badelj? Pure per lui il mio desiderio è che rimanga, è giocatore importante in campo e fuori. C'è una trattativa in corso, staremo a vedere».

Tra le questioni in ballo anche il riscatto di Sportiello dall'Atalanta: «Mi aspettavo una crescita maggiore all'inizio ma davanti a qualche difficoltà ha saputo riprendersi, a mio avviso Marco ha fatto bene ed è un buon portiere. Presto faremo le nostre valutazioni». Intanto Pioli elogia Simeone: «È un piacere allenare giocatori come lui, che danno sempre tutto e lavorano sempre per migliorare. Per me è già un campione anche se può crescere ancora».

Il rammarico è la sconfitta col Cagliari che ha interrotto la corsa dei viola per l'Europa: «È stato un errore non farci giocare domenica scorsa in contemporanea con Milan e Atalanta - ha osservato l'allenatore viola - Comunque ora pensiamo a chiudere bene la stagione, ci meritiamo contro i rossoneri una partita seria». Poi scatterà il lavoro per migliorare questa Fiorentina: «Si può riuscirci allestendo una rosa più competitiva anche nelle cosiddette alternative. C'è in tutti l'impegno di continuare con il lavoro ad onorare la memoria di Astori. Per me - ha concluso Pioli -è stato un anno difficile per quanto ci è successo ma anche importante, mi sono messo in discussione e ne esco migliorato come allenatore e come persona».