Tutto Shakespeare in 90 minuti. Degl’Innocenti, Andrioli e Checcacci al teatro Manzoni di Calenzano

Reduce dal successo milanese, il trio torna questo week-end a casa con un doppio appuntamento "In tutte le repliche ci sono sfumature diverse e la differenza la fa il pubblico, chiamato a giocare con noi" .

Tutto Shakespeare in 90 minuti. Degl’Innocenti, Andrioli e Checcacci al teatro Manzoni di Calenzano
Tutto Shakespeare in 90 minuti. Degl’Innocenti, Andrioli e Checcacci al teatro Manzoni di Calenzano

di Sandra Nistri

FIRENZE

Mettere in scena tutte le opere di Shakespeare in un’ora e mezza. Un’impresa quasi impossibile, degna del miglior Tom Cruise, in cui si cimenteranno, sabato e domenica prossima (il 6 alle 21,15 e il 7 alle 16,30 e alle 21,15) al Teatro Manzoni di Calenzano, Roberto Andrioli, Fabrizio Checcacci e Lorenzo Degl’Innocenti, interpreti e registi di ’Le opere complete di William Shakespeare in 90 minuti’, una produzione Tieffe/La Macchina del Suono. Ne parliamo con Lorenzo Degl’Innocenti.

Un Bardo in versione divertente quello che metterete in scena, ci racconta lo spettacolo?

"Tutto nasce da una commedia scritta da tre autori, Adam Long, Daniel Singer e Jess Winfield, che dopo avere debuttato all’Edinburgh Festival Fringe nel 1987, è diventata uno spettacolo di culto con repliche ininterrotte, per nove anni, al Criterion di Londra. Lo abbiamo ripreso da Alessandro Benvenuti che inizialmente aveva fatto una versione con Zuzzurro e Gaspare dal 2013 al 2015. Però la nostra versione si rifà più all’originale e punta sulla comicità anche fisica che Zuzzurro e Gaspare, per un banalissimo motivo di età rispetto agli attori che la interpretavano negli Anni Ottanta, non potevano portare sul palco".

Una carrellata anche surreale di opere di Shakespeare che voi raccontate mostrando un grosso affiatamento…

"Sì, la cosa divertente è che noi tre ci conosciamo da 35 anni e ogni sera ci basta uno sguardo per cambiare direzione. Pur essendoci poco spazio per l’improvvisazione, anche se non sembra, in tutte le repliche ci sono sfumature diverse e la differenza la fa il pubblico, chiamato a giocare con noi. Ci sono situazioni che prendono le mosse dalla Commedia dell’arte ma dentro ci sono anche i Monty Phyton è una summa dell’ironia e della comicità che c’era nel 1987, tanta commedia di strada perché lo spettacolo nasce in strada".

Fra l’altro siete reduci da un grande successo milanese, vero?

"Siamo appena rientrati dal Teatro Menotti di Milano, che è diventato anche produttore dello spettacolo, dove abbiamo avuto 15 repliche da tutto esaurito. Una grande soddisfazione per noi è stata quella di poter portare questo lavoro per tre anni al Globe Theatre di Gigi Proietti, l’unica compagnia esterna al giro del teatro di Proietti che lui stesso ha voluto".

Come Macchina del Suono siete anche gestori del Teatro Manzoni di Calenzano: un bilancio della vostra attività?

"Il nostro progetto è di lavorare tanto sul territorio, che era quello che ci chiedeva l’amministrazione comunale, andando anche a fare spettacoli anche nei circoli, impattando anche chi non va a teatro e dando un’offerta più varia possibile, da Baliani o Celestini a Ciufoli per dire".

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