
Ugo De Vita ha iniziato le riprese de ’Il Muro’ che toccheranno anche Firenze e Prato. Racconta la storia del calciatore Jurgen Sparwasser
Non è un semplice racconto storico quello che Ugo De Vita fa della caduta del muro di Berlino. La sua operazione dietro la macchina da presa risente della formazione autoriale, dell’ispirazione ai grandi maestri, di una vita sui più importanti palcoscenici. Ha già iniziato le riprese de ’Il Muro’, che toccheranno anche Firenze e Prato, oltre che Torino e Berlino. "Dopo la parentesi felice di ’Pugni e cielo’ con i cammei di Gabriele Lavia e Franco Castellano, andato in onda sulla Rai e premiato nel 2017 dal Coni come Miglior documentario sportivo dell’anno – spiega – da tempo avevo programmato un ritorno all’elettromagnetico, per raccontare pagine di impegno civile con la storia in primo piano. Sono legatissimo a Firenze e per me è bello portare la mia città di adozione in questo progetto". Tra i protagonisti della docufiction figurano anche due attori fiorentini: Niccolò Morelli e Massimiliano Cardini.
"Faccio poesia quando racconto – spiega De Vita – e anche se il linguaggio di un film è diverso da quello del teatro, resto sempre legato al mio mondo, influenzato dalle grandi suggestioni letterarie, dallo studio dell’uso della voce". Tra divulgazione e inchiesta saranno proposte immagini di repertorio di un accadimento che cambiò la storia. De Vita, già autore di due film in Rai, e della mini serie per Raidue ’Profili’ nel 2002, ha preso spunto anche questa volta dal mondo dello sport, in particolare dal mondo del calcio. Dal libro del giornalista e scrittore Giovanni Tosco sulle vicende di Jurgen Sparwasser, che firmò la rete decisiva dell’incontro del Mondiale 1974 tra Germania est e Germania ovest, De Vita racconterà la storia dell’attaccante, che iniziata carriera da allenatore nel 1988, fuggì scegliendo la Germania Ovest. E per quella fuga passò da essere considerato un eroe nazionale a traditore.
"Mi fa piacere tornare all’elettromagnetico – aggiunge De Vita –. Essere un attore e un regista di teatro non necessariamente comporterebbe di occuparsi di audiovisivo, ma per me è un aspetto da sondare, approfondire. Io sono per i piani in dettaglio o i piani sequenza molto lunghi: mi piace dare all’audiovisivo un respiro più ampio. Il Muro andrà in televisione tra novembre e dicembre, e poi a gennaio, in Rai e spero su La7. Non bisogna mai dimenticare che centinaia di persone morirono nel cercare di superare quel muro, alcuni scavarono anche dei tunnel, molti non sono stati neppure dichiarati caduti, o iscritti nel sacrario".
Maurizio Costanzo