Roma, 4 novembre 2021 – Troppi furbetti. Così il reddito di cittadinanza è stato rifinanziato per il 2022, ma con criteri diversi per accedere al sussidio, che sono diventati più selettivi. Ecco le principali novità.

La domanda

Per richiedere il reddito di cittadinanza basta un'autocertificazione inviata all'Inps, che controllava subito i dati Isee e solo in un secondo momento quelli anagrafici e relativi alla residenza. Da gennaio non sarà più così: l'Inps farà prima un controllo preventivo su tutti i dati e poi darà il disco verde all'erogazione.

La dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro

Va consegnata subito e non più entro i 30 giorni dal riconoscimento del sussidio.

Le offerte di lavoro

Dalle tre si scende a due proposte di lavoro che il percettore del reddito di cittadinanza può rifiutare. Inoltre, se non accetta la prima, l'assegno viene tagliato di 5 euro per ogni mese di mancata occupazione. Taglio di 5 euro al mese anche dopo i primi sei mesi di percezione del reddito di cittadinanza da parte dei soggetti occupabili (tranne che per le famiglie dove ci sono bambini sotto i 3 anni o con disabili o non autosufficienti). Cambia anche la definizione di 'offerta congrua'. La prima offerta di lavoro è ritenuta tale se entro 80 chilometri di distanza dal luogo di residenza e la seconda entro tutto il territorio nazionale. Infine, se non ci saranno modifiche, nel 2022 i comuni saranno obbligati a coinvolgere nei 'progetti utili alla comunità', i Puc, almeno un terzo dei titolari del reddito residenti.