Studenti in una foto d'archivio
Studenti in una foto d'archivio

Firenze, 27 novembre 2020 - Tamponi e test rapidi agli studenti, potenziamento del parco bus con controlli mirati alle fermate, entrate e uscite più scaglionate e ipotesi di lezioni anche il pomeriggio. Il piano scuola della Regione Toscana è pronto: obiettivo migliorare lo scenario rispetto a settembre-ottobre.
In classe adesso vanno gli alunni dalla materna alle primarie e fino alla prima media. Poi tutti a casa. Con la didattica a distanza. Alessandra Nardini, assessora toscana all’Istruzione, ha sul tavolo il dossier riapertura.

Assessora, cresce la spinta a riaprire tutte le scuole. La Regione Toscana su quale posizione è?
"Come Regione Toscana abbiamo sempre lavorato per mantenere i massimi livelli consentiti di didattica in presenza. Ci auguriamo che ci siano presto le condizioni affinché il più alto numero possibile di studentesse e studenti, magari tutti, possa tornare in classe. Va però specificato che aumentare il livello di didattica in presenza non spetta alla Regione, ma al Governo".
 

Sembra tramontare l’ipotesi riapertura a dicembre. Si torna in classe a gennaio. Saremo pronti? Più attrezzati?
"Aspettiamo di conoscere cosa deciderà il Governo, i pareri del Cts e i dati sui contagi e, su quella base, ci muoveremo. È chiaro che il nostro obiettivo è riportare studentesse e studenti in classe in sicurezza, appena le condizioni lo permetteranno. Sappiamo bene quanto questa situazione pesi sulla qualità della formazione dei nostri giovani, è un aspetto prioritario che abbiamo a cuore. Sappiamo anche che ciò ha risvolti significativi sull’organizzazione delle famiglie. Per questo stiamo lavorando su più versanti, interni e anche esterni alle scuole, dall’ambito sanitario ai trasporti".
 

Appunto, fondamentale è rafforzare il servizio di trasporto locale.
"Se ne sta occupando l’assessore Baccelli in primis, ma posso dire che tra suoi primi atti da assessore c’è lo stanziamento di ulteriori 4 milioni di euro per continuare a potenziare, anche attraverso il ricorso a 200 bus turistici e Ncc, il trasporto scolastico, così da ridurre le capienze e garantire maggiore distanziamento. La Toscana è stata la prima Regione a ridurre al 50% la capienza dei mezzi pubblici".
 

Il tutor alle fermate dei bus è una novità. Sarà sufficiente?
"Per contrastare i rischi di assembramenti e sovraffollamenti, come Regione abbiamo stanziato 500mila euro, proprio in previsione del rientro a scuola, per introdurre la figura dei tutor".
 

Cosa faranno?
"Saranno loro che presidieranno le fermate più utilizzate in cui si rischiano assembramenti, sopratutto di studenti. Informeranno i passeggeri sulla disponibilità e gli orari di altre corse, smistandoli ed evitando che tutti accedano al primo mezzo a disposizione. I carichi di passeggeri verranno così meglio distribuiti, garantendo una maggiore sicurezza. I fondi potranno essere rimodulati".
 

Entrate e uscite scaglionate e turni anche nel pomeriggio. Ci si può fare ad avere un piano più articolato?
"Il decreto governativo affida ai singoli istituti scolastici, nella loro autonomia, questo tipo di organizzazione. Fin dall’insediamento ci siamo confrontati con l’assessore ai trasporti e con l’Ufficio scolastico regionale e stiamo lavorando affinché, individuata la data opportuna per il rientro, il sistema nel complesso sia pronto senza ritardi e senza rischio di chiusure. Ricordiamoci però tutti che per riaprire le scuole serve che ciascuno di noi continui a essere rigoroso nei propri comportamenti per consolidare la riduzione dei contagi. Non possiamo permetterci di compromettere i sacrifici fatti e che i giovani e la loro istruzione paghino il prezzo più alto".