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Arezzo, 4 agosto 2018 - Importanti reparti dell’ospedale San Donato giacciono senza dirigenza o con dirigenti ormai prossimi alla pensione, dunque occorre indire concorsi per coprire tutti i ruoli vacanti. A sostenerlo sono i Popolari per Arezzo che invitano l’Asl8 a completare gli organici del polo ospedaliero cittadino, con l’obiettivo di individuare primari in grado di mantenere elevata la qualità del servizio e delle cure mediche. La Chirurgia Generale, ad esempio, necessita di un nuovo responsabile, ma servono soluzioni anche per la guida dei reparti di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale. Quest’ultimo, sostenuto dal contributo volontario e gratuito di tanti donatori, rappresenta una struttura vitale per l’ospedale e deve dunque ricevere le massime attenzioni in termini di personale sanitario e strumentazioni, supportando l’ottimo lavoro svolto dagli attuali addetti. L’invito è dunque ad attivarsi per individuare dirigenti con comprovate esperienze professionali e, per riuscirvi, urgono concorsi per una selezione ampia e ben divulgata che possa portare al San Donato nuove risorse umane.

L’urgenza di sopperire alle carenze di organico medico e infermieristico rappresenta anche una risposta agli investimenti dei cittadini che, attraverso il Calcit, hanno donato strumentazioni all’avanguardia che devono trovare un utilizzo ottimale in termini di numero di prestazioni e di professionalità. In questo senso, la richiesta dei Popolari per Arezzo è di rendere noti i dati degli interventi di robotica eseguiti negli ultimi mesi nella chirurgia generale, per valutare il loro andamento nel corso degli anni. «La nostra richiesta - commenta Andrea Gallorini, presidente dei Popolari per Arezzo, - è di dimostrare una reale e proficua attenzione per le sostituzioni nei ruoli più importanti. Conosciamo la professionalità e lo spessore di chi lascia o ha lasciato il San Donato, dunque è basilare impegnarsi per un ricambio di pari livello umano e qualitativo».

Oltre alle carenze d’organico, i Popolari per Arezzo hanno ravvisato anche carenze strutturali dovute alla mancata manutenzione di alcuni locali (da infiltrazioni d’acqua piovana a piastrelle mancanti). Occorrono dunque interventi per garantire dignità e decoro a tutti gli ambienti dell’ospedale. Infine i Popolari per Arezzo sono critici nei confronti del modello organizzativo delle cosiddette Aree Vaste e richiedono un loro ripensamento, ricercando modelli più efficienti e più vicini al territorio e al controllo dei cittadini e dei loro rappresentanti diretti. «L’esperienza dell’Area Vasta - continua Gallorini, - dimostra che, in settori chiave come la sanità, le economie di scala non raggiungono i risultati auspicati ma servono solo ad allontanare il controllo, la disponibilità e la tempestività dei servizi. Chiediamo una seria e lungimirante riflessione per ristrutturare l’attuale sistema sanitario e renderlo più prossimo alle esigenze dei territori».